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The New World

di Alessio Tambone , pubblicato il 07 Febbraio 2006 nel canale CINEMA

“The New World - Il nuovo mondo segna il ritorno al cinema di Terrence Malick dopo sette anni di inattività. La storia è quella di Pocahontas e del capitano inglese John Smith, innamorati segreti al centro dello scontro tra i nativi indiani e i coloni di Sua Maestà del 1600”

I costumi

Ideazione e gestione del dipartimento dei costumi sono stati affidati alla stilista Jacqueline West (La leggenda degli uomini straordinari) con il preciso obiettivo anche in questo caso di attinenza storica sui modelli e sui materiali utilizzati. La difficoltà maggiore è stata quella dell'abbigliamento dei nativi.


Il realismo dei costumi realizzati per i nativi d'America

“Tutto quello che usavano era ovviamente naturale e abbiamo pensato che non sarebbe stato realistico, nonché offensivo dal punto di vista spirituale, ricorrere all’utilizzo di materiali artificiali, prodotti in massa” ha dichiarato la stilista. “Abbiamo iniziato a ordinare pelli e pellicce ma solo di ciò che già esisteva. Ovviamente, nessun animale è stato ucciso appositamente per noi.”

Un tocco di estrema realtà è stato inoltre fornito dal Capo Indiano Due Aquile Verdi della tribù Patawomeck della Virginia, che ha fornito numerose piume di tacchino, corna di cervo ed altri materiali tipici dell’abbigliamento indiano. Il resto delle decorazioni è stato ottenuto invece con cuciture a mano di conchiglie e perle, da sempre accessori presenti in popoli che vivono a contatto con l’acqua. “Avevamo 15 costruttori, uno per le maschere, uno per i copricapo, due per i gioielli, e un meraviglioso creatore di pellame, tutti del posto”.


Il particolare abbigliamento del capotribù

L’altra sfida invece prevedeva l’abbigliamento del versante inglese, che la West ha affrontato chiamando la sua collaboratrice Suzi TurnbulI (Killing me softly - Uccidimi dolcemente). “Suzi ha svolto ricerche in Inghilterra, mentre io mi occupavo degli Stati Uniti e poi abbiamo unito il tutto” ha precisato la West. “Il periodo di Re Giacomo I non è spesso rappresentato al cinema. Dopo uno scambio di miei disegni approvati da Terry, Suzi si è messa alla ricerca nei vari magazzini di costumi di scena in Europa, fra cui l’Inghilterra, la Spagna, la Francia e l’Italia, per trovare i costumi del film. Ha quindi collaborato con noi due artisti specializzati nell’invecchiamento degli abiti, per farli sembrare logori e consunti. Abbiamo cucito tantissime camice inglesi e bretelle.”