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The New World

di Alessio Tambone , pubblicato il 07 Febbraio 2006 nel canale CINEMA

“The New World - Il nuovo mondo segna il ritorno al cinema di Terrence Malick dopo sette anni di inattività. La storia è quella di Pocahontas e del capitano inglese John Smith, innamorati segreti al centro dello scontro tra i nativi indiani e i coloni di Sua Maestà del 1600”

La natura e il forte

Nella realizzazione di un film in esterni una delle difficoltà maggiori per la produzione è la scelta delle location. In questo caso poi il problema era notevolmente ampliato dal ruolo centrale che la natura, assolutamente inviolata, doveva rivestire nella pellicola. Inizialmente la produzione aveva pensato ai luoghi remoti e ancora incontaminati delle grandi foreste canadesi.

Su questo la produttrice Green ha affermato: “Pensavamo che dopo tutti questi secoli non ci fosse negli Stati Uniti un solo posto intoccato, che risultasse autentico come i luoghi del 1607. [...] Ci siamo orientati verso località remote e disabitate, abbiamo cercato nelle oscure regioni canadesi in cui vi sono ancora foreste e fiumi incontaminati.”


Strepitosa la location individuata proprio nei pressi di James Fort

“Ma lo scenografo Jack Fisk, che vive in Virginia, ha ritenuto opportuno esaminare prima di tutto i luoghi originali. Perciò Terry, Jack ed io siamo andati a visitare James Fort e il vicino Jamestown Settlement. Poi abbiamo noleggiato una barca e abbiamo risalito il fiume Chickahominy per avere un’idea del paesaggio: ci ha colpito vedere che molte distese non erano così colonizzate come si poteva pensare. A un certo punto, dopo una curva del fiume, abbiamo notato una grande casa di pescatori su cui era affisso un cartello con su scritto ‘In vendita’.”

E così è stato. I luoghi originali hanno fornito in questo modo uno sfondo naturale che sarebbe stato difficile ricreare artificialmente, che sicuramente ha giovato, e non poco, all’autenticità della pellicola.


Una delle suggestive immagini del film

La voglia di autenticità è stata riposta anche nel lavoro di realizzazione del forte che gli inglesi costruiscono una volta sbarcati. Anche in questo caso la scelta di materiali assolutamente naturali ha portato da un lato un buon impatto visivo della scenografia costruita, ma dall'altro grandi difficoltà di gestione del materiale e dei tempi lavorativi. Il solo muro perimetrale ha richiesto ben trenta giorni di lavoro, mentre le dodici strutture chiuse ricreate all'interno hanno visto la troupe della scenografia lavorare per altri novanta giorni.

“Volevo che il forte fosse fatto con i materiali del luogo, con l’argilla, con i muri a cannicciata ricoperti di fango (materiali di costruzione piuttosto comuni) per dargli l’aspetto giusto” ha spiegato lo scenografo Fisk. “Ma a differenza dei coloni, ci siamo fatti consegnare il legno con i camion, abbiamo usato le seghe elettriche e carrelli idraulici per sollevare le assi. I coloni dovevano tagliare i tronchi manualmente, fino fino a 5 metri da terra, inserire le palizzate in profondità nel terreno, scavare i canali per inserirci i tronchi e quindi rimuovere tutte le foglie e i rami. Doveva essere uno sforzo sovrumano nel 1607”.

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