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The New World

di Alessio Tambone , pubblicato il 07 Febbraio 2006 nel canale CINEMA

“The New World - Il nuovo mondo segna il ritorno al cinema di Terrence Malick dopo sette anni di inattività. La storia è quella di Pocahontas e del capitano inglese John Smith, innamorati segreti al centro dello scontro tra i nativi indiani e i coloni di Sua Maestà del 1600”

La scenografia

Come scenografo Malick ha chiamato Jack Fisk, già suo collaboratore nei tre film precedenti, che ha svolto un ottimo lavoro nel tentativo di integrazione del set con l'ambiente naturale.


La produzione ha deciso di girare in set naturali

“Terry è uno dei pochi registi che non guarda i disegni”, dice Fisk di Malick. “Lui dice: ‘Qualsiasi cosa costruite, ricordate che intendiamo girarvi all’interno come se stessimo facendo un documentario’. Terry ama girare quasi come se fosse un luogo vero perciò più è completo, più è utilizzabile. Non gli piace l’idea di usare solo una parte di set, ama avere a disposizione un’intera struttura. E poiché non vuole illuminare artificialmente le scene, cambia direzione a seconda del sole; quindi abbiamo dovuto creare un ambiente in cui potersi muovere a seconda delle sue esigenze. Terry ama le cose reali, ed è stato divertente costruire i set seguendo questa direttiva”.

Per cercare una completa aderenza storica la produzione ha ingaggiato diversi studiosi dell’epoca, che hanno lavorato in sinergia con lo scenografo suggerendo la modalità di ricostruzione del Nuovo Mondo: dr. William Kelso (Direttore di Archeologia del Jamestown Recovery Project); Professor Frederic Gleach (autore del libro Powhatan’s World and Colonial Virginia); Danielle Moretti-Langholtz (membro del Virginia Council on Indians); Blair Rudes (Professore Associato di Linguistica all’Università del Nord Carolina, che ha tradotto i brani di lingua Algonquian, e ha insegnato la lingua per gli attori).


Grande attenzione per ogni possibile particolare presente sul set

Uno dei compiti principali di questi consulenti è stato quello di fornire le giuste direttive ai tecnici per la costruzione delle tre navi (la Susan Constant, la Godspeed e la Discovery) utilizzate nel film. Fortunatamente per le tasche della produzione, queste navi non sono state completamente ricostruite, ma adattate su tre navi che si trovavano nel Museo di Storia della Colonia di Jamestown. Navi generalmente esposte al pubblico.

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