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King Kong

di Alessio Tambone , pubblicato il 16 Gennaio 2006 nel canale CINEMA

“Peter Jackson riporta sullo schermo King Kong, un pezzo di storia di cinema che si perde però in un film troppo lungo, nonostante alcune note veramente positive. Ecco il giudizio di AV Magazine dell'ultima fatica del regista neozelandese”

Introduzione

Dopo 75 anni e svariati sequel e remake, King Kong torna prepotente sul grande schermo, accompagnato questa volta dal regista neozelandese Peter Jackson, padre della storica trilogia de Il Signore degli Anelli. Sazio - o invogliato - dalle 17 statuette vinte dalla trilogia, Jackson ritenta il colpaccio, provando a progettare e dirigere il film dei suoi sogni, un remake kolossal ricco di nuovi record.


King Kong: una commovente storia d'affetto tra il gorilla e Ann Darrow

207 milioni di dollari. Tanto è costato il film, sforando di ben 57 milioni di dollari il budget previsto dalla Universal. Numeri immensi, come immensi - temporalmente parlando - sono i 180 minuti di film che, come Frodo & Co. hanno insegnato, dovrebbero lievitare nell'edizione DVD (Jackson è stato costretto a tagliare in fase di montaggio molto materiale girato...). E' il film sognato da una vita, nel quale il regista si è messo in gioco completamente, rischiando tutto quello conquistato faticosamente negli anni di realizzazione della saga di Tolkien.

Un film che doveva essere realizzato nel 1997, al termine di Sospesi nel tempo (infelice traduzione di The Frighteners), ma che fu spostato dalla Universal per la concomitanze di pellicole simili come Godzilla e Il grande Joe. Scelta, tra l'altro, positiva per Peter Jackson, che per quest'ultimo lavoro è riuscito a strappare un compenso di 20 milioni di dollari più il 20% degli incassi, il compenso più alto mai pagato ad un regista non americano.


Uno screenshot del sito kongisking.net

Una grande produzione quindi, astutamente consapevole della grande potenza di pubblicità mirata e di rivelazioni distribuite con il conta gocce. Una produzione che ha anche incuriosito per la realizzazione del sito www.kongisking.net, che per tutta la durata della lavorazione del film (inclusa la post-produzione) ha pubblicato video-diari realizzati sul set e negli studi tecnici riguardanti tutti gli aspetti del film. In uno di questi video-diari, Jackson aveva affermato la volontà di realizzare immediatamente dopo il primo episodio di King Kong due sequel.

Al centro delle vicende ci doveva essere il figlio di Kong, rimasto su Skull Island. Ambientata dieci anni dopo, in piena Seconda Guerra Mondiale, la storia avrebbe dovuto vedere il trasporto del figlio di Kong nell’Europa occupata dalle truppe hitleriane, con scontri micidiali contro gli esperimenti genetici effettuati dai nazisti. I titoli dovevano essere Son of Kong (distribuito a Giugno 2006) e King Kong – Into the wolf’s lair (distribuito a Dicembre 2006). Era tutto uno scherzo, pubblicato – guarda caso – il 1° Aprile 2005!