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King Kong

di Alessio Tambone , pubblicato il 16 Gennaio 2006 nel canale CINEMA

“Peter Jackson riporta sullo schermo King Kong, un pezzo di storia di cinema che si perde però in un film troppo lungo, nonostante alcune note veramente positive. Ecco il giudizio di AV Magazine dell'ultima fatica del regista neozelandese”

La scenografia - II

La scenografia è stata resa inoltre ancora più reale dall’elevato numero di comparse reali impegnate in cortei di protesta tipici della Depressione, dalla cura profusa nella realizzazione delle vetrine dei negozi e dalla scelta di utilizzare vere macchine d’epoca accuratamente restaurate.


Lastricati e pareti verticali ricostruiti con il polistirolo
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Le rocce veritiere di Skull Island sono state ottenute mediante la composizione di diversi strati di polistirolo. Inizialmente i vari strati di base sono stati stesi ed alternati a colate di cemento. Successivamente i decoratori hanno cominciato a modellare lo strato esterno di polistirolo, per creare i vari pezzi di roccia che formavano il lastricato dell’isola.

Quest’ultimo strato è stato infine trattato con la fiamma ossidrica, per eliminare i bordi duri e spigolosi che altrimenti si sarebbero rotti durante il calpestio. La fase finale di questa lavorazione ha previsto infine un riempimento delle zone vuote con del cemento e l’applicazione di vernice e sabbia. La stessa tecnica è stata utilizzata per la ricostruzione delle pareti verticali.

Non pochi i problemi incontrati per la realizzazione degli Helldriver, i biplani utilizzati nella scena sull’Empire State Building. I Curtiss Helldiver sono in realtà aerei da guerra americani dei primi anni ’30, utilizzati tra l’altro anche nel film del 1933. La difficoltà è stata data dal fatto che al momento non esistono più questi aerei, neanche nei musei, e non esistono neanche dei modellini. Gli artisti che hanno ricreato questi aerei si sono così dovuti basare sui disegni originali di fabbrica degli aerei recuperati allo Smithsonian.


Una delle miniature costruite dalla grande Weta Workshop

Non si possono poi non citare le stupende miniature realizzate dalla Weta Workshop, che sono andate a sostituire i fondali blu filmati durante le scene nella foresta su Skull Island. Veri capolavori di arte manuale che hanno ricreato magiche atmosfere veramente molto realistiche e che ci hanno ricordano l'inimitabilità delle tecniche artistiche manuali.