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King Kong

di Alessio Tambone , pubblicato il 16 Gennaio 2006 nel canale CINEMA

“Peter Jackson riporta sullo schermo King Kong, un pezzo di storia di cinema che si perde però in un film troppo lungo, nonostante alcune note veramente positive. Ecco il giudizio di AV Magazine dell'ultima fatica del regista neozelandese”

La regia e gli attori protagonisti


Un Peter Jackson impegnato in ogni ruolo, anche come 
collaudatore della mano di Kong in bluescreen

Nella pagina precedente abbiamo detto che la pesantezza dei 180 minuti è in parte colpa degli sceneggiatori. L'altra parte sinceramente ci sentiamo di attribuirla totalmente a Peter Jackson, regista che costruisce un film troppo lento, con scene troppo stiracchiate che dilatano enormemente il tempo. La scelta poi di poche inquadrature soggettive, ma di una visione del film oggettiva ed estranea ai personaggi, porta a poco attaccamento e alla relativa estraniazione dello spettatore rispetto ai fatti narrati nel film.

Come esempio citiamo la corsa interminabile dei protagonisti nel branco dei dinosauri che, a parte la situazione non verosimile - comunque eccessiva - risulta poco felice. Per il resto lunghi travelling, comunque apprezzabili, ed alternanza in fase di montaggio di campi stretti e campi lunghi portano la regia su livelli comunque sufficienti.


Ottima prova per Naomi Watts sul set con altri attori o in solitaria tra le mani di Kong
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Stupenda la prova della protagonista femminile Naomi Watts (The ring, The ring 2) che trasmette grandi sensazioni mediante la sua Ann Darrow. La sfida derivante dalla recitazione solitaria, davanti ad un King Kong inesistente, è stata vinta alla grande, con una prova veramente da Oscar. Da segnalare anche la buona prova dell'attrice nei vari siparietti comici che si susseguono nel corso del film.


Adrien Brody interpreta lo sceneggiatore Jack Driscoll

Non dispiace - ma ormai non sorprende più - neanche la prova di Adrien Brody, vincitore dell'Oscar e del premio César come miglior attore protagonista per Il pianista. La bravura dell'attore è stata sfruttata anche oltre la recitazione. La sua passione per le macchine e la bravura nel spingere sull'acceleratore hanno infatti convinto Jackson a non utilizzare una controfigura per la scena del taxi che corre per le strade di New York alla fine del film. E' stato lo stesso Brody che ha guidato la macchina, scorrazzando a suo piacimento per il set con quattro cineprese attaccate al taxi. E il risultato è molto spettacolare.


A sinistra un deludente Black, a destra il trio degli attori protagonisti
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Delude invece Jack Black (L'invidia del mio migliore amico), da noi trovato decisamente fuori ruolo. Ed è una grande delusione, visto che la sceneggiatura lasciava molto spazio per la ricostruzione del suo personaggio. Troppo poco verosimile, troppo finto nella dimostrazione dell'arroganza insita nel suo personaggio. Speriamo che i suoi due prossimi lavori Nacho Libre e Tenacious D in: the pick of destiny (del quale curerà anche sceneggiatura e colonna sonora), entrambi commedie, ci restituiscano lo stesso irresistibile attore visto in School of rock.