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J. Edgar

di Alessio Tambone , pubblicato il 11 Gennaio 2012 nel canale CINEMA

“Clint Eastwood racconta sul grande schermo l'incredibile personalità di J. Edgar Hoover, a capo dell'FBI per circa 50 anni. Attore protagonista Leonardo DiCaprio, distribuzione nelle sale cinematografiche curata da Warner”

Ricostruire 60 anni di storia

Il film si snoda attraverso 6 decenni, per un periodo che va tra il 1919 e il 1972. Una lunga timeline che ha inciso in maniera importante sui reparti di illuminazione (si è passati dalle lampade incandescenti a quelle fluorescenti), scenografia, costumi e trucco. Quasi tutte le riprese sono state effettuate in California, nonostante Hoover avesse vissuto tutta la vita a Washington D.C. L'unico set reale dislocato a Washington è stata la Biblioteca del Congresso. Il resto dei set è stato completamente ricostruito, con scenografie difficili da realizzare come i vari uffici del Dipartimento di Giustizia, set ideati nello Sudio 16 dei Warner Bros. Studios. Con un corridoio largo 4 metri, un soffitto alto quasi 6 e una lunghezza di circa 36 metri, proprio il celebre corridoio del Dipartimento è stato uno dei lavori più imponenti.

Anche il terrazzo del Dipartimento di Giustizia ha creato non pochi problemi, con un pavimento reale difficile da riprodurre a causa dei materiali costosi necessari. La soluzione trovata ha visto l'utilizzo di tecniche digitali sapientemente mascherate, con un supporto costruito su pannelli in fibra a media densità (MDF) con stampe delle foto del pavimento reale. La stessa cura storica è stata utilizzata anche nel reparto costumi, che seguendo l'evolversi della moda ha confezionato abiti e completi molto diversi tra loro (solo DiCaprio aveva circa 80 cambi di costume).

E poi c'è chiaramente l'età dei personaggi, con un protagonista che parte da 24 anni per arrivare all'età di 77 anni nel 1972. E con lui anche i suoi più stretti collaboratori e conoscenti. Scartata l'ipotesi di effetti digitali (es. Il curioso caso di Benjamin Button), la produzione ha deciso di utilizzare unicamente il trucco, relegando la Computer Grafica all'estensione dei set cinematografici. Se il risultato per gli attori non protagonisti lascia in più di un caso qualche dubbio, il lavoro svolto per il ptrotagonista Leonardo DiCaprio è eccezionale.

Con lenti a contatto per rendere gli occhi castani, un taglio di capelli particolare per simulare un aspetto squadrato, apparecchi ortodontici per modificare la forma del volto, una protesi al collo per evidenziare il doppio mento e uno strumento per aumentare le dimensioni del naso e deformarlo, Leonardo DiCaprio ha portato sullo schermo un giovane e deciso Hoover. Ma l'interpretazione si arricchisce con il passare degli anni, quando attraverso l'utilizzo di una protesi totale facciale, una parrucca e una protesi alle mani, l'attore americano ha saputo ricostruire un vecchio carismatico ormai in preda all'eccesso di potere e alla necessità di controllo sull'intero Paese.

J. Edgar in sostanza è un film che certifica - per qualche irriducibile dubbioso - l'arte cinematografica ormai acquisita di Clint Eastwood (82 anni il prossimo 31 Maggio), che nonostante un ovvio calo fisiologico riesce comunque a confezionare film imperdibili al momento dell'uscita in sala. Si conferma anche l'abilità di Leonardo DiCaprio, che ormai riesce a scegliere i ruoli migliori e i registi che hanno fatto la storia del cinema: attualmente sta girando The Great Gatsby con Baz Luhrmann, è atteso da Tarantino per Django Unchained ed è in trattativa per il ruolo di Frank Sinatra nel nuovo film di Martin Scorsese.

Per questo J. Edgar, peccato però per la sceneggiatura, che toglie almeno un voto pieno al nostro giudizio finale.

Voto finale 7

 

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Commenti (8)

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Commento # 1 di: marco79 pubblicato il 12 Gennaio 2012, 07:58
A me è piaciuto!
Commento # 2 di: Don_Zauker pubblicato il 12 Gennaio 2012, 16:56
Eastwood, IMHO, è al vertice di quella piccola cerchia di registi (Nolan, Fincher, Anderson e pochi altri... e l'unico a cui l'età importante non ha precluso nulla ma ha donato stile e spessore) capace di raccontare ancora qualcosa di nuovo in modo anticonvenzionale e suggestivo.

Dai tempi di Callaghan alla seconda giovinezza di Unforgiven (quando si disse il canto del cigno di un vecchio attore riscopertosi regista) un mito personale in continua evoluzione e riscoperta.
Commento # 3 di: shadowrunner pubblicato il 13 Gennaio 2012, 12:28
Delusione

Il film è palesemente un prodotto di serie A, tecnicamente ineccepibile e senza sbavature.
Però è vuoto e mediocre narrativamente, non raggiunge i migliori film biografici ed è sicuramente lontano dai migliori film del regista.
Dopo l'eccezionale trittico Mystic River, Million Dollar Baby e Gran Torino, gli ultimi film del grande Clint mi hanno tutti deluso (e non solo a me).
D'altronde è indubbiamente difficile fare solo capolavori.
Commento # 4 di: theprov pubblicato il 13 Gennaio 2012, 13:27
Originariamente inviato da: shadowrunner
Il film è palesemente un prodotto di serie A, tecnicamente ineccepibile e senza sbavature.
Però è vuoto e mediocre narrativamente, non raggiunge i migliori film biografici ed è sicuramente lontano dai migliori film del regista.
Dopo l'eccezionale trittico Mystic River, Million Dollar Baby e Gran Torino, gli ultimi film del grande Clint mi hanno tutti deluso (e non solo a me).
D'altronde è indubbiamente difficile fare solo capolavori.

Mi togli le parole di bocca. Avrei potuto scriverlo io questo commento.
7 è un voto esagerato, è un 6.
Commento # 5 di: mik85 pubblicato il 13 Gennaio 2012, 13:46
Visto anch'io settimana scorsa...Devo dire che è comunque un bel film (secondo me sopra la media dei film odierni), ma da Clint mi aspetto sempre qualcosa di più!!! E' che ormai ci aveva abituato bene...
Piccola considerazione: oltre al trittico citato da shadowrunner mi permetto di aggiungere Letters from Iwo Jima, film passato quasi inosservato al grande pubblico, ma IMHO uno dei migliori di Eastwood...
Commento # 6 di: Baphomet pubblicato il 13 Gennaio 2012, 15:36
Concordo appieno con la necessità evidenziata da mik85 di aggiungere al trittico sopra descritto Letters from Iwo Jima!
Commento # 7 di: Don_Zauker pubblicato il 13 Gennaio 2012, 16:29
Originariamente inviato da: shadowrunner
gli ultimi film del grande Clint mi hanno tutti deluso (e non solo a me).


Non voglio assolutamente entrare nella valutazione soggettiva: sono il primo a sostenere che la bellezza dell'arte risiede proprio nella singola percezione. Ma su Invictus e, soprattutto, Hereafter mi sembra che ci sia stato, invece, un diffuso e notevole apprezzamento di pubblico e critica... per quello che può significare.

De gustibus!
Commento # 8 di: mik85 pubblicato il 14 Gennaio 2012, 15:05
Anche secondo me Hereafter, J. Edgar e soprattutto Invictus sono ottimi film, dico solo che SECONDO ME sono un gradino sotto ai migliori film di Clint... E ci sta perfettamente perché altrimenti significherebbe che abbiamo tra noi una divinità e non un semplice regista. Del resto non è umanamente possibile sfornare capolavori uno dietro l'altro, ma ottimi film come sta facendo negli ultimi anni si.