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Il re leone

di Redazione , pubblicato il 06 Dicembre 2011 nel canale CINEMA

“Dopo la ridistribuzione in sala in versione stereoscopica, il classico numero 32 di zio Walt è distribuito in Blu-ray in versione 2D e 3D. AV Magazine ha analizzato i dischi e intervistato Robert Neuman, supervisore della stereoscopia del film. Buona lettura”

Intervista a Robert Neuman

Abbiamo avuto il piacere di intervistare uno tra i più prestigiosi guru dell’animazione 3D, il supervisore degli effetti stereoscopici dei Walt Disney Animation Studios, mister Robert Neuman. Tanto professionale quanto disponibile, Robert Neuman ha voluto raccontare ai lettori di AV Magazine alcune chicche sul suo lavoro di stereografo.

Il Re Leone è il film di animazione 2D che ha realizzato l’incasso più alto negli Stati Uniti. Quali sono i motivi che giustificano la scelta della conversione in 3D? Quali peculiarità aggiunge il 3D alla pellicola?

Il 3D rappresenta una nuova forma d’arte che può, se utilizzato bene, raccontare meglio la storia, aiutare lo spettatore non solo a comprenderla meglio ma anche ad entrarci dentro. L’animazione 3D dà la sensazione di raggiungere lo spettatore e renderlo parte della scena: il coinvolgimento fisico creato dal 3D crea un trasporto emotivo maggiore rispetto al 2D. Anche per lo spettatore che ha visto Il Re Leone cento volte, questa versione in 3D risulterà nuova e mai vista prima: sarà una nuova prima volta!

In cosa consiste la professione dello stereografo? Quali sono le fasi principali del tuo lavoro?

Il mio ruolo è seguire tutti gli aspetti 3D della direzione della fotografia, progettando il look 3D del film: l'aspetto dei personaggi in 3D, i vari livelli di prospettiva su ciascuna scena… Ma l’aspetto fondamentale è come utilizzare la profondità per valorizzare la narrazione. Comincio scrivendo "la sceneggiatura emozionale" ovvero per ciascuna scena esprimo un valore (su una scala da uno a dieci) che rappresenta il carico emozionale. Poi, tenendo come guida "la sceneggiatura emozionale", passo alla fase dello "Stereo Make Up" ovvero l'annotazione dei vari livelli di profondità su ogni inquadratura.

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Un esempio della fase dello Stereo Make Up
A sx il calcolo dei vari livelli di profondità (con valori positivi e negativi rispetto allo 0 centrale) di un fotogramma
A dx i livelli convertiti in scala di grigio (scuro lontano, bianco vicino)

Nel tuo lavoro la profondità è usata come mezzo per valorizzare la narrazione. Potresti spiegarci meglio qual è la relazione tra carico emozionale di una scena e profondità? Come si lega la mappa dei livelli di profondità a quella che hai battezzato come "sceneggiatura emozionale"?

È piuttosto semplice: maggiore è il carico emozionale di una scena e maggiore sarà il livello di profondità che verrà assegnato al personaggio o all’oggetto protagonista delle inquadrature di quella scena. Quindi se nella mia "sceneggiatura emozionale" ho assegnato ad una scena il valore 10, vuol dire che utilizzerò il massimo livello di profondità nelle inquadrature. Per esempio nelle scene padre e figlio utilizzo un alto livello di profondità, uguale per entrambi in modo da farli apparire uniti nel loro affetto. Tengo a precisare che il voto che assegno ad una scena indica quanto voglio che le emozioni di quel personaggio, per esempio, raggiungano fisicamente lo spettatore.

Quante persone hanno collaborato nel tuo team per la conversione in 3D de Il Re Leone? Quanto è durato il lavoro e qual è stato il carico di lavoro medio per ciascun artista?

Il team era composto da 60 artisti divisi in 4 gruppi… A ciascun gruppo sono state assegnate diverse sequenze da convertire. In media ogni artista si è occupato della conversione di 2 inquadrature alla settimana. Tutto il lavoro è durato circa 4 mesi.

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Un altro esempio del calcolo dei livelli di profondità, con un soggetto più in primo piano e la necessità di delicate sfumature nella scala di grigio

Qual è stata la scena più ardua da gestire e per quale motivo?

Senza dubbio la scena della fuga degli gnu! Troppi elementi: non solo gli animali in movimento, ma anche la polvere che alzano, la terra che trema… Tanti dettagli che hanno richiesto più lavoro.

Qual è la scena di cui vai particolarmente fiero? Quali sono le ragioni del tuo orgoglio?

Ce ne sono tante! La prima che mi viene in mente è la scena del cerchio della vita: è stata la prima su cui abbiamo lavorato e ho fatto in modo che fosse perfetta! Ma anche dopo quando l’ho rivista, mi ha dato quel senso di magico che mi ha veramente conquistato.

Sappiamo che presto vedremo nuovi classici Disney in 3D. Se potessi scegliere, su quale film di animazione ti piacerebbe lavorare?

Se potessi davvero scegliere, vorrei tanto convertire uno dei più grandi classici vintage: Pinocchio. Credo che il pubblico gradirebbe tantissimo e resterebbe piacevolmente sorpreso da un Pinocchio in 3D!

Quali differenze dobbiamo aspettarci tra il Blu-Ray Disc e la versione cinematografica?

Pochissime. O meglio nessuna a parte dei piccoli ritocchi legati alla dimensione dello schermo televisivo rispetto a quello cinematografico.

 

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Commenti (5)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: davidthegray pubblicato il 06 Dicembre 2011, 15:21
Pietà!

Giù le mani da Pinocchio, per piacere!
Commento # 2 di: fullhdman pubblicato il 07 Dicembre 2011, 01:47
Bellissima l'intervista! Bravi!
Commento # 3 di: StarKnight pubblicato il 08 Dicembre 2011, 08:15
Sono un grande amante di questo capolavoro Disney nonché di tutto quello che riguarda il 3D che non ama le conversioni dal 2D ma poiché in questo caso (tanto più che si tratta di disegni e non di assets in CGI) non c'erano alternative ho acquistato fiducioso il Blu-Ray 3D e posso confermare che il risultato stereoscopico è sensazionale... e chi mi conosce sa che difficilmente avrei detto una cosa del genere in una conversione dal 2D !

Ovviamente coloro che non riescono a godere del 3D continueranno a dire giù le mani dai film classici... per quanto mi riguarda se i film classici vengono convertiti nella maniera giusta, eseguita da professionisti e dedicandoci il tempo che occorre per delle corrette mappature possono anche convertirli tutti
Commento # 4 di: nano70 pubblicato il 09 Dicembre 2011, 00:28
A prescindere delle differenze tra i lossy e lossless (ma il core è identico), ci sono altri motivi tecnici per cui l'audio inglese è superiore a quello italiano? In teoria essendo film entrambi doppiati dovrebbero avere più o meno la stessa qualità. Non è che l'audio originale abbia avuto un remastering per aumentarne la qualità mentre le versioni localizzate no?
Commento # 5 di: Baphomet pubblicato il 09 Dicembre 2011, 11:51
Complimenti per lìintervista a Neuman, interessante!!