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La sposa cadavere

di Alessio Tambone , pubblicato il 18 Novembre 2005 nel canale CINEMA

“Tim Burton torna nelle sale italiane con la nuova favola La sposa cadavere e lo fa a modo suo, richiamando le proprie origini di animatore stop motion. Ecco il giudizio di AVMagazine”

Il processo di animazione

Ultimata la fase di doppiaggio, le registrazione sono state montate con gli storyboard, fornendo agli artisti una visione dettagliata di come si doveva presentare il film. Con questa mappa visiva quindi sono stati costruiti i pupazzi e i set, tutti con le dovute proporzioni.

I creatori dei pupazzi McKinnon e Saunders hanno utilizzato molte nuove tecniche, realizzate appositamente per questo film. Per il materiale da utilizzare come pelle dei personaggi si è deciso di creare un composto di schiuma e silicone, che ha permesso la creazione di personaggi più resistenti sia dal punto di vista meccanico (continue sollecitazione ai movimenti di scena) che chimico (il calore delle luci sul set tende spesso a far perdere morbidezza e colore ai pupazzi).

Innovazione grandiosa anche nel modo di animare il volto. Come specificato nelle pagine precedenti, gli ultimi film in stop motion utilizzavano delle parti di ricambio della testa (occhi, volto o l’intera testa, a seconda del personaggio) per creare le varie espressioni. Per far chiudere e aprire gli occhi era quindi necessario cambiare gli occhi del personaggio nel corso di frame contigui partendo dagli occhi aperti e arrivando agli chiusi, utilizzando nel mezzo varie tipologie di occhi socchiusi. Questo sistema però bloccava in un certo senso gli animatori, che per forza di cose potevano scegliere solo tra le espressioni disponibili.


Una delle grandi innovazioni del film consiste nella tecnica di animazione del volto

In questo caso invece gli animatori hanno creato un complicato meccanismo inserito nella testa dei pupazzi, che poteva essere raggiunto attraverso i fori delle orecchie o altri punti di accesso nascosti tra i capelli. Regolando questo meccanismo attraverso delle chiavi inglesi gli animatori sono stati in grado di modificare leggermente ogni componente del volto, riuscendo ad agire addirittura solo su labbra o sopracciglia. Questo ha permesso un’animazione del viso senza precedenti, che lascia di molte spanne indietro il comunque ottimo Nightmare before Christmas.

Durante la visione però sono stati riscontrati alcuni problemi nell’animazione del movimento di deambulazione, con alcuni personaggi che tendevano a muoversi a scatti nelle fasi finali del movimento.