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La tigre e la neve

di Alessio Tambone , pubblicato il 26 Ottobre 2005 nel canale CINEMA

“Roberto Benigni ritorna sul grande schermo con il nuovo film La tigre e la neve, una favola che inneggia alla vita e all'amore prodotta dalla Melampo Cinematografica e distribuita da 01 Distribution. Nelle sale italiane dal 15 Ottobre. Ecco il giudizio di AVMagazine.”

La regia e il montaggio

Benigni regista alterna momenti di grande impatto visivo ad inquadrature non sempre funzionali al film, a volte anche all’interno della stessa scena. Ecco quindi alternarsi le ottime carrellate a precedere e a seguire nella scena con il cammello in Iraq, intervallate da una evitabile soggettiva del Benigni cammelliere.

Ancora: i numerosi dolly o le ottime riprese a figura intera utilizzate nelle scene oniriche iniziali seguite da alcuni primissimi piani che spezzano l’armonia visiva anziché raccordarla. Il livello della regia è comunque buono e segue in maniera più che soddisfacente il gioco comico/drammatico dell’attore toscano.


La tigre e la neve è il nono film di Benigni come regista

Qualche problema invece con il montaggio, disseminato di tanti – a volte anche gravi – errori di continuità, con personaggi che si ritrovano in posizioni diverse a seconda dell’inquadratura, oggetti che si spostano nel giro di pochi fotogrammi o bicchieri pieni di the (la scena al bar all’inizio del film) che improvvisamente si svuotano completamente (quello di Benigni) o parzialmente (quello della Braschi).

Responsabile del montaggio era Massimo Fiocchi, collaboratore di Gabriele Salvadores (montaggio di Nirvana, Denti, Io non ho paura) e Roberto Faenza (montaggio di Prendimi l'anima, Alla luce del sole, I giorni dell'abbandono), qui alla prima esperienza di collaborazione con Benigni. Forse va quindi vista in questo senso la presenza di tali errori, con una comunicazione tra regista e montatore non eccellente.