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Viva Zapatero!

di Alessio Tambone , pubblicato il 03 Ottobre 2005 nel canale CINEMA

“Grazie alla Lucky Red arriva nelle sale italiane il documentario di Sabina Guzzanti sulla libertà di informazione in Italia. Interviste, satira europea e stralci di giornali, il tutto per raccontare l'imbavagliamento dell'informazione e del programma RaiOT”

La direzione dello sguardo indagatore

"Non volevo fare politica, il mio lavoro è la satira. Non credo che Berlusconi sia il genio del male, anzi non credo proprio che sia un genio. Il problema è altrove. Siamo in un sistema marcio che permette oggi a lui, domani a un altro, di fare ciò che vuole. La mia critica è alla degenerazione del potere".

E' questa la giusta chiave di lettura del documentario, suggerita dalla stessa Guzzanti intervistata qualche giorno fa. Negli 80 minuti del documentario il suo sguardo non è mai fazioso e si posa a destra e a sinistra, indifferentemente, andando a cercare di persona, se necessario, gli artefici di questo nuovo miracolo italiano.

Inizialmente tutta la commissione di vigilanza della Rai non aveva accettato di farsi intervistare e così la Guzzanti ha deciso di andarli a cercare per le strade, di inseguirli per avere delle risposte che, naturalmente, o non ci sono state o non sono state affatto convincenti. C'è posto anche per i politici di destra: spassoso l'arrampicarsi sugli specchi di alcuni esponenti di spicco della maggioranza.


Sabina Guzzanti intervista politici, dirigenti e direttori

Sberle a piene mani anche a questa debole sinistra, che rischia di soccombere anch'essa (se già non l'ha fatto) sotto Berlusconi. Sinistra che fa anche il mea-culpa nel documentario ammettendo di aver sbagliato quando, al governo, non ha fatto niente per impedire a Silvio Berlusconi di scendere in campo: "Sembrava di volersi accanire contro un uomo, poi c’è chi diceva che Berlusconi fosse politicamente cotto. Abbiamo sbagliato".

Intervistati anche ex-direttori di giornali come Ferruccio de Bortoli, ex direttore responsabile del Corriere della Sera, e Furio Colombo, ex direttore de L'Unità, che nel suo interessante intervento ricorda il fascismo e dice: "Allora si intimidiva fisicamente. Oggi le intimidazioni sono psicologiche. Se ti metti contro il potere ne va della tua carriera, vedi la gente premiata, ti senti emarginato e scegli di stare dalla parte giusta".