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Madagascar

di Alessio Tambone , pubblicato il 20 Settembre 2005 nel canale CINEMA

“Madagascar, il nuovo film di animazione della DreamWorks Animation, prosegue sulla scia positiva di Shrek e Shark Tale, introducendo delle importanti innovazioni nel complesso, ma sempre più lanciato, mondo dell'animazione 3D. Ecco il nostro giudizio.”

Tecniche di animazione e qualità audio video

Le 350 persone che hanno lavorato alla realizzazione di Madagascar hanno svolto un lavoro immenso e coraggioso. Le nuove tecniche di animazione tridimensionale sono state affiancate infatti alle tecniche base del "vecchio" disegno bidimensionale, in particolare con lo stile cartoon degli anni '40 e '50 di Tex Avery e Chuck Jones. Su tutte le cosiddetta tecnica dello "schiaccia e allunga" (squash & stretch), sperimentata con successo nel 3D da Chris Wedge per alcune espressioni del simpaticissimo Scrat de L'era glaciale. Alla base di questa tecnica c'è la deformazione assurda di un oggetto che, successivamente, torna bruscamente alla sua forma originale, simulando appunto divertenti effetti di schiacciamento e allungamento.


Molto divertenti le smorfie disseminate durante il film
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Realizzare questi effetti nei nuovi lavori di animazione 3D era stato molto difficile fino ad oggi, data la rigidità dei modelli di rigging derivante da una ossessiva simulazione della fisicità dei corpi. Ma i tecnici della DreamWorks hanno deciso di rinnovare queste concezioni, progettando un nuovo sistema di controlli di animazione che ha consentito di trasformare le geometrie a seconda delle buffe posture richieste dalla sceneggiatura. Il tutto senza rischiare di rompere i rig. Alle fine, come sempre, i controlli sono stati organizzati in macro, comprendenti circa 250 controlli per il volto e 100 per il resto del corpo.


Nel film è stata utilizzata un'innovativa tecnica di rigging, per simulare lo "squash & stretch"
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Accanto alla novità del rigging è stata inoltre affiancata una nuova tipologia di gestione delle mesh, che ha permesso un collegamento automatico con il rig durante le fasi di schiacciamento e l'allungamento del personaggio.

Da segnalare anche un utilizzo ridotto al minimo delle dinamiche, sostituite in gran parte da alcune animazioni manuali realizzate mediante l'utilizzo di fotogrammi chiave. Ad esempio, le onde dell'oceano durante la traversata in nave sono state create a mano impostando i vari key-frame, eliminando quindi quella gestione automatica delle dinamiche presente nei software avanzati di animazione 3D. Ma la differenza si è fatta sentire. La distesa dell'oceano ha suscitato infatti non poche perplessità. La qualità è migliorata invece con l'utilizzo di liquido vaporizzato per gli spruzzi (e gli sputi) realizzata secondo gli standard di animazione (quindi con i fluidi).


Buona la realizzazione di spruzzi e sputi
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Molto discutibile anche il movimento della criniera del leone (composta da ben 50.000 peli) mentre ha convinto abbastanza il cambiamento di volume della pancia dell'ippopotamo Gloria. Da scartare completamente il divampare dell'incendio della "Statua della Libertà", che riacquista però dignità nella ripresa dei particolari. Di dubbio impatto visivo anche la realizzazione delle riprese dall'interno della bocca del leone, durante l'incontro con il simpatico piccolo lemure, con una mancanza di dettagli che purtroppo salta all'occhio.

Ottima la qualità video della pellicola, dovuta in gran parte alla natura digitale della sorgente. Si spera quindi in un'ottima edizione DVD, vista la qualità apprezzata al cinema e la durata esigua del film (soli 88 minuti). Ma se il fronte video non offre alcun dubbio, altrettanto non si può dire per quello audio. E' chiaro che il film non è stato realizzato per stupire in questa direzione. Praticamente assente ogni tipo di effetto surround, come del resto è inesistente l'utilizzo del canale LFE del subwoofer.

Qualche lacuna è inoltre presente anche nei volumi di missaggio, quando spesso musica e parlato predominano sulla traccia dei rumori di scena. Durante la visione è inoltre capitato più volte di non sentire alcune frasi, problema però dovuto alla qualità esilarante di alcuni passaggi del film e alle conseguenti risate del pubblico in sala...