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Oscar 2011: i vincitori

di Alessio Tambone , pubblicato il 28 Febbraio 2011 nel canale CINEMA

“Si è appena conclusa la notte più attesa da tutto il mondo cinematografico. Ecco la fedele cronaca della serata, con il consueto articolo di AV Magazine che racconta e analizza i risultati degli Oscar. Buona lettura”

Colonna sonora, montaggio sonoro, trucco, costumi

E' il momento della Migliore colonna sonora. Breve intermezzo di una piccola orchestra dal vivo che richiama rapidi passaggi degli score che hanno fatto la storia del cinema. Intervento inutile: si suonano solo tre brani. La serata dal punto di vista artistico lascia molto a desiderare. Torniamo alla competizione. La coppia praticamente esordiente Trent Reznor e Atticus Ross con lo score di The social network ha il sopravvento su nomi più navigati come A.R. Rahman (127 ore), John Powell (Dragon Trainer), Hans Zimmer (Inception) e Alexandre Desplat (Il discorso del re). Questa è la seconda statuetta per The social network, l'unico film al momento salito a due premi insieme a The fighter.

Si resta sull'audio, con le due categorie Miglior sonoro e Miglior montaggio sonoro. Entrambi gli Oscar vanno a Inception, che arriva così a tre Oscar. Ritirano i premi Lora Hirschberg, Gary Rizzo, Ed Novick e Richard King.

Nella categoria Miglior trucco tra La versione di Barney, The Way Back e Wolfman il risultato è quasi scontato. La coppia Rick Baker e Dave Elsey vince proprio con Wolfman. Per il primo è il settimo Oscar su undici nomination. Basta qualche titolo: Planet of the Apes, Il grinch, Ed Wood, Un lupo mannaro americano a Londra e l'indimenticabile Thriller con Michael Jackson.

Sempre senza sosta siamo ai costumi, l'unica categoria accarezzata dal nostro tricolore grazie alla presenza di Antonella Cannarozzi con Io sono l'amore. Purtroppo nella categoria la concorrenza è agguerrita, con film del calibro di Alice in Wonderland, Il discorso del re, The Tempest e Il grinta. L'Oscar alla fine è vinto meritatamente da Colleen Atwood per la collaborazione con Tim Burton. Per la costumista è la terza statuetta su nove nomination.