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Tre corti perFiducia

di Michele Addante , pubblicato il 08 Febbraio 2011 nel canale CINEMA

“Grande successo per i tre cortometraggi presentati da Gabriele Salvatores e Paolo Sorrentino durante la terza edizione del progetto cinematografico sostenuto da Intesa Sanpaolo. In esclusiva per AVmagazine le interviste al regista Marco Chiarini e al supervisore degli effetti speciali Ermanno Di Nicola”

Intervista a Marco Chiarini

Coraggioso, intraprendente e follemente coinvolgente, Marco Chiarini è autore di numerosi corti e documentari tra cui ricordiamo Esercizi di magia e Basilio D’Amico. Nel 2009 esordisce con il lungometraggio L’uomo fiammifero, con il quale ottiene la nomination ai David di Donatello 2010 come miglior regista esordiente.

Innanzitutto complimenti per Omero bello-di-nonna, davvero follemente emozionante e coinvolgente. Nel tuo corto lo spettatore ha la possibilità di tornare a vedere la realtà con gli occhi innocenti di un bambino, di giocare ad animare qualsiasi cosa lo circonda.
Esatto, bravo! Hai colto con precisione l’anima del film. Ho cercato di capire quanto di Omero ci fosse in me e quanto di me potessi mettere in Omero… La penetrazione è stata quasi totale! Talvolta Omero è il mio modo di essere, di fuggire dalla realtà.

Straordinari ed indispensabili gli effetti speciali di Ermanno Di Nicola. Come si conciliano le riprese sul set con le successive lavorazioni in post-produzione?
Ermanno è stato fondamentale ai fini dell’opera. Senza lui non saremmo potuti entrare nella testa di Omero e vedere il suo mondo. Gran parte del lavoro è avvenuto collaborando con lui. Tutto viene preparato meticolosamente prima delle riprese per cercare di capire dove si vuole arrivare e quali sono eventualmente i limiti realizzativi. A questo punto preparando bene tutto prima, si arriva sul set con serenità. Poi in fase di post-produzione si provvede ad aggiungere gli effetti come pianificato senza impazzire per correggere errori di ripresa dovuti appunto ad una cattiva pianificazione.

Nicola Nocella, bravissimo nel ruolo di Omero, riesce a coinvolgerci nel suo personalissimo mondo trasformando il suo gioco e la sua follia in realtà. Immagino non sia stato semplice per Nicola interagire con le animazioni aggiunte dopo le riprese.
A Nicola ho dato un semplice consiglio: "Se vuoi vincere questa sfida, tu devi essere me! Il mio alter ego, non avere paura". Lui si è fidato di me, si è lasciato guidare e si è saputo lanciare senza paracadute in un ruolo fuori dai canoni comuni.

Isa Barzizza che nel corto ha interpretato la dolcissima nonna di Omero, ha espresso il suo grande entusiasmo nel lavorare con una "persona fresca" come te. Come è stato dirigere un’attrice che ha recitato con i pezzi da 90 del nostro cinema come Totò ed Eduardo De Filippo?
Come faccio sempre quando incontro persone di un certo spessore, ho fatto finta che lei fosse mia zia non pensando a tutta la sua fantastica carriera. Se avessi pensato alla sua storia sarebbe stato difficile per me lavorare. Solo dopo le riprese mi sono reso conto con chi ho lavorato… e ho deglutito!

Pippo Delbono, tra i protagonisti di Cuore di Clown, ha dichiarato: "Ultimamente la follia è associata ad ambiti che non devono assolutamente possederla come la politica. Si parla di politica folle e arte normalina". Ed ha concluso dicendo: "Riprendiamoci noi artisti la follia!"
Condivido quello che ha detto al cento per cento! Ciò in cui credo fortemente è nell’uguaglianza tra le persone e nella libertà di espressione. Io mi devo sentir libero se mi va di andar a parlare col presidente della repubblica e col direttore di banca per un progetto milionario o di andare a cena con un senza tetto, senza preoccuparmi del giudizio degli altri.

Gabriele Salvatores dopo aver apprezzato i vostri 3 cortometraggi vi ha chiesto se siete pronti a passare al lungometraggio… mi dispiace per Salvatores perché mi sa che si è perso L’uomo Fiammifero, il tuo primo lungometraggio!
Esatto hai ragione! (ride) Provvederò subito a fargli avere una copia, anche perché sarebbe stato più giusto se si fosse prima informato bene sui nostri lavori! Comunque è ovvio che sono pronto a girare un lungometraggio… Lo ero quattro anni fa, figurati ora!

L'Uomo Fiammifero, da poco disponibile in Blu-ray e DVD su distribuzione Medusa, è stato un grande successo di critica. In sala ha patito però una distribuzione difficile, possibile solo grazie a Social Distribution. Come ha funzionato e quali sono stati i numeri finali?
I numeri finali… non li so! (ride) So che ci siamo autopromossi ovunque: dalle scuole ai teatri, dalle sale alle piazze… So che alla fine le nostre fatiche non sono state vane!

Zio Disco, Ocram, Mani Grandi, Giulio Buio, Dina Lampa e naturalmente L'Uomo Fiammifero: tutti personaggi straordinari che animano la giornata del piccolo Simone. Quanto è difficile (o facile) scrivere un film fantasy?
Per me è facile! O meglio normale, su queste cose mi trovo a mio agio. Come per Laura Bispuri è stato naturale raccontare nel suo corto del rapporto madre-figlia (per me sarebbe impossibile, non saprei da dove cominciare), così per me è semplice parlare di un borderline della vita

Ma allora ti senti un po’ borderline? Ovviamente con un’accezione tutt’altro che negativa.
Beh un po’ si… Anche più di un po’! Magari questo non lo scrivere (ride)… Mi sento un individuo originale a cui piace giocare ed essere un po’ folle e anticonformista.

Francesco Pannofino, grande professionista, attore e doppiatore unico, ha partecipato al progetto. Quanto è stata importante la sua adesione?
Fantastico! Ha dato un grande contributo ed è stato eccezionale. Gliene sarò per sempre grato!

Durante la conferenza stampa successiva alla presentazione dei corti hai detto: "Spesso mi sento come un bambino che non appena si prepara con entusiasmo a realizzare qualcosa di bello… Pam! Riceve una sberla dal papà". Ti riferivi alle difficoltà che un regista giovane incontra nel convincere produttori ad investire in un progetto e ai tagli del governo nei confronti della cultura e del mondo del cinema nello specifico. Quante "sberle" hai ricevuto per L’uomo Fiammifero? Tante immagino, ma alla fine sei stato coraggioso nel decidere di autoprodurlo.
Tante, tante sberle… Una quantità così esagerata che non potevo che decidere di autoprodurlo. O facevo così o impazzivo! Più che una scelta coraggiosa, è stata una necessità!

Quanto sarebbe stato diverso (anche in termini di risultati tecnici) possedere un budget più sostanzioso per L’uomo fiammifero?
Sarebbe stato tutto diverso. Sicuramente non sarebbe venuto meglio di come è venuto con le restrizioni economiche. Nel senso che tutto quello che si vede nel film e che poi ho fatto diventare il mio modo di vedere le cose, è frutto della mancanza di soldi. Poi, se ci fossero stati tanti soldi io sarei dovuto essere molto ma molto più famoso e geniale per riuscire a convincere il produttore a realizzare alcune scene in quel modo.

L'onda dell'Uomo Fiammifero è ancora viva grazie alla distribuzione home video. Quali sono però i tuoi progetti futuri?
Ora sto lavorando con Pietro Albino Di Pasquale con molta pazienza e dedizione; ora è il momento di tirare fuori tutte le nostre carte e giocarle al meglio; ma i giocatori ora sono fortissimi e agguerriti.