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Tron Legacy

di Redazione , pubblicato il 06 Gennaio 2011 nel canale CINEMA

“Nel 1982 rivoluzionò il cinema e la concezione della realtà virtuale. A partire dal 5 Gennaio il sequel del capolavoro di Lisberger è nei cinema italiani su distribuzione Walt Disney Studio Motion Pictures. Ecco il giudizio di AV Magazine curato da Alessio Tambone, Dimitri Bosi e Roberto Rosa”

Tecnologia e stereoscopia

L'altra grande sfida è stata la realizzazione di CLU, facial-capture che ha permesso a Jeff Bridges di impersonare il cattivo con le sue sembianze giovanili. All'interno della rete infatti Kevin invecchia mentre CLU no. Si è partiti con uno stampo del viso dell'attore realizzando quindi una maschera con 52 sensori. Questo sistema è stato utilizzato come marcatore facciale per quattro macchine da presa legate ad un casco in fibra di carbonio denominato HMC (Helmet Mounted Camera).

Contestualmente è stata anche realizzata una versione digitale tridimensionale di Bridges partendo da decine sue foto all'età di 30 anni. Sincronizzando i segnali inviati dai sensori (attraverso la maschera) con il viso di questo modello digitale, la produzione è riuscita a creare un giovane Bridges tutto sommato abbastanza soddisfacente, dando soprattutto la possibilità all'attore, una volta indossato il casco, di recitare direttamente sul set insieme agli altri suoi colleghi.

L'ultimo aspetto da analizzare è la stereoscopia, utilizzata dal regista in maniera singolare. Le scene ambientate nel mondo reale infatti sono in semplice 2D, come correttamente riportato da un messaggio all'inizio della proiezione. Il 3D subentra quando la storia si sposta all'interno della rete. Abbiamo visionato Tron Legacy con tecnologia realD e siamo veramente insoddisfatti. La profondità irrisoria è nulla in confronto alla mancanza di seri elementi in pop-out.

Nelle pagine precedenti dell'articolo abbiamo raccontato l'incredibile spettacolo visivo offerto da Tron Legacy, frutto anche di una rete immersa nel buio e illuminata con intelligenza dalle tante sorgenti luminose fluorescenti presenti sulla scena. Oltre a non apportare alcun aspetto degno di nota, indossare gli occhialini 3D ammazza di fatto la luminosità dello schermo, abbattendo una delle importanti caratteristiche delle luci utilizzate. Se avete la possibilità, vi consigliamo quindi di scegliere una proiezione in 2D.