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Tron Legacy

di Redazione , pubblicato il 06 Gennaio 2011 nel canale CINEMA

“Nel 1982 rivoluzionò il cinema e la concezione della realtà virtuale. A partire dal 5 Gennaio il sequel del capolavoro di Lisberger è nei cinema italiani su distribuzione Walt Disney Studio Motion Pictures. Ecco il giudizio di AV Magazine curato da Alessio Tambone, Dimitri Bosi e Roberto Rosa”

Scenografie e attrezzature

La stessa filosofia di centellinare - per quanto possibile - l'utilizzo della computer grafica è stata riservata anche alle scenografie, costituite spesso da interni minimalisti e moderni con illuminazioni agli angoli e direttamente nei pavimenti. Dei circa 70 set necessari per il film solo 15 sono stati realizzati con strutture reali miste ad una combinazione di compurer grafica.

L'hotel Shangri-La di Vancouver è stato utilizzato come sede della Encome, mentre l'appartamento di Sam è stato riprodotto su un molo all'interno della baia di Vancouver per sfruttare al meglio lo splendido skyline della città. Nei 6 studi a disposizione della produzione sono stati ricreati anche gli interni e gli esterni dell’Arcade di Flynn (lo storico Hull Building a Culver City in California utilizzato nel 1982 è oggi troppo diverso), il rifugio di Kevin e l'End of Line Club.

Novità anche per le leggendarie lightcycles, progettate da Daniel Simon - esperto disegnatore della Bugatti - che ha iniziato il lavoro partendo dagli schizzi originali di Syd Mead, il concept artist delle motociclette del primo film. Le nuove lightcycles formano un oggetto unico con il pilota, con caschi e corpi che diventano una parte integrante del design. Generate da dei piccoli bastoni, le lightcycles si formano gradualmente unendo prima di tutto parti interne come viti, cambio e ruote che prendono vita e si trasformano all'interno del dominio digitale.

Tron Legacy presenta anche altri veicoli come le potenti macchine Light Runner, il grande intercettatore a forma di U rovesciata che cattura per le strade i programmi ribelli, le navi cargo volanti Solar Sailers e l'immenso Rectifier, la nave da battaglia di CLU che contiene al suo interno il nuovo esercito. Anche in questo caso non tutto è frutto di computer grafica. La produzione per soddisfare il costante desiderio del regista Kosinki di miscelare reale e virtuale, ha infatti ingaggiato la Wild Factory, famosa per alcuni prototipi realizzati per la Volkswagen, per costruire interamente o in parte questi veicoli.

Una piccola chicca: anche il disco, depositario della memoria e utilizzato nei combattimenti come boomerang, è stato costruito realmente. Ogni disco era infatti un anello con 134 led, radio controllato e attaccato alla tuta attraverso un magnete. All'interno conteneva inoltre le batterie e i circuiti elettronici che davano luce anche alle tute luminescenti.