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Tron Legacy

di Redazione , pubblicato il 06 Gennaio 2011 nel canale CINEMA

“Nel 1982 rivoluzionò il cinema e la concezione della realtà virtuale. A partire dal 5 Gennaio il sequel del capolavoro di Lisberger è nei cinema italiani su distribuzione Walt Disney Studio Motion Pictures. Ecco il giudizio di AV Magazine curato da Alessio Tambone, Dimitri Bosi e Roberto Rosa”

Tron: anno 1982

In una galassia lontana lontana… l’attacco di Star Wars ci riporta indietro a quel lontanissimo1982 in cui, sull’onda del successo crescente dei videogiochi, la Walt Disney vara un progetto decisamente azzardato: affidare una produzione di quasi 20 milioni di dollari a un regista esordiente, Steven Lisberger, ad un produttore esecutivo esordiente, Donald Kushner, utilizzando per di più una tecnica ancora inedita, ovvero sperimentare per la prima volta l’utilizzo del computer nella realizzazione delle sequenze di un film. In realtà il progetto di Tron risale al 1976, quando dalla fascinazione di Lisberger per i videogiochi, nasce il germe di un’idea che è comunque completamente animata e presenta solo alcune sequenze di ripresa reale. Kushner e Lisberger pianificano di girare il film in maniera indipendente, creando un proprio studio d’animazione e coinvolgendo una società di informatica.

Ma una volta finito lo storyboard e ultimate delle sequenze test, si rendono conto di essere arrivati finanziariamente ad un punto morto. Cercano allora un sostegno alle grandi major passando per MGM, Columbia e Warner, ma senza successo; solo la Disney, pur tra molte diffidenze e imponendo un significativo rimaneggiamento dello script e dello storyboard, decide di varare il progetto.

Ma la sua realizzazione sarà tutt’altro che semplice e forse il risultato, per quanto ormai assurto allo statuto di culto e dell’innegabile fascino visivo, non dà la misura delle enormi fatiche tecniche affrontate, al pari forse di altri grandi esempi come il coevo Un sogno lungo un giorno di F.F. Coppola. Il cotè al “neon” del film - frisbee, pelote, motociclette annesse - ha avuto enorme fortuna conoscendo in questi trent’anni rifacimenti e adattamenti praticamente in ogni campo dello scibile informatico ed audiovisivo. Lisberger si trova affiancato da figure del calibro di Peter Lloyd, Moebius (uno dei più grandi disegnatori contemporanei) e Syd Mead (visual consultant di Star Trek e Blade Runner); gran parte della riprese vengono effettuate in bianco e nero utilizzando due differenti formati di pellicola (35mm per le scene di computer grafica e un 65mm per le scene live) e con scenari ridottissimi così da consentire dei massicci interventi in postproduzione: la pellicola viene spedita a Taiwan dove viene colorata a mano con una tecnica degna del preistorico pochoir Pathè.

Ben quattro società di informatica vengono utilizzate dalla Disney per creare le animazioni al computer, di fatto non più di 15/20 minuti nel film, ma tanto basta per fare di Tron una pietra miliare nella storia del cinema digitale. Animazione classica, computer grafica e riprese live tutto alla fine risulta perfettamente fuso e coerente in un racconto dal puro stile disneyano – e molto più fantasy che fantascienza - in cui l’apparizione finale del Master Control Program è degna della strega di Biancaneve.