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Roma Film Festival 2010 Ecco i premi

di Michele Addante , pubblicato il 06 Novembre 2010 nel canale CINEMA

“Si chiude la quinta edizione del Festival Internazionale del Cinema di Roma. Il Marc’Aurelio d’oro al miglior film va a Kill Me Please mentre Heaven-In a better world si aggiudica il premio della giuria e del pubblico. Tra gli attori premiati Tony Servillo ed il cast femminile de Las Buenas Hierbas”

Gli altri premi

La Targa Speciale del Presidente della Repubblica Italiana è andata a Dog Sweat dell’iraniano Hossein Keshavarz, film che ha messo meglio in rilievo i valori umani e sociali. Sergio Castellitto ha consegnato la targa dichiarando con commozione: "Abbiamo assegnato la Targa del Presidente della Repubblica a Dog Sweat dell'iraniano Hossein Keshavarz nella speranza che possa servire ad impedire l'uccisione di Sakineh".

Una giuria internazionale di documentaristi, presieduta da Folco Quilici e composta da Anna Glogowski, Villi Herman, Alexandre O. Philippe e Kayo Yoshida, ha assegnato il Premio Marc’Aurelio a De Regenmakers di Floris-Jan Van Luyn come miglior documentario per la sezione L’Altro Cinema (Extra).

Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, ha consegnato al regista danese Kaspar Munk il Marc'Aurelio Esordienti per il film Hold me tight, in concorso nella sezione Alice nella città. L'opera prima di Munk si ispira ad una storia vera di bullismo ai danni di una ragazzina.

Ai film in concorso nella sezione Alice nella città sono stati attribuiti due premi Marc’Aurelio Alice nella città: la giura composta da ragazzi sotto i 12 anni ha premiato I Want To Be a Soldier di Christian Molina mentre la giuria dei ragazzi sopra i 12 anni ha scelto Adem di Hans Van Nuffel.

È stato il Festival dei film indipendenti, degli omaggi agli intramontabili artisti del passato, il Festival dei giovani ma anche il Festival delle giuste proteste contro i tagli alla cultura. Tutti i partecipanti al Roma Film Festival 2010 (registi, attori e organizzatori incluso Sergio Castellitto) hanno aderito appieno alla protesta dei lavoratori dello spettacolo, uniti nel grido "Tutti a casa". Concludiamo riportando la parte conclusiva del testo di protesta letto da Castellitto, il quale alla frase "La cultura non si mangia" del ministro Tremonti ha replicato: "Ma, forse lui non lo sa, la cultura nutre lo stesso permettendo a centinaia di migliaia di persone che la producono di mangiare, e inoltre fornisce a quei cittadini che si fanno pubblico un alimento immateriale e decisivo, fatto di emozioni e sogni, consapevolezza e senso dell'identità nazionale, per guardare la realtà con occhi nuovi e immaginare un Paese migliore".