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La guerra dei mondi

di Alessio Tambone , pubblicato il 06 Luglio 2005 nel canale CINEMA

“In uscita mondiale contemporanea il 29 giugno, Steven Spielberg e Tom Cruise ci presentano una Terra che si ritrova improvvisamente in guerra. Questa volta però la minaccia arriva dallo spazio. Ecco la recensione di AV Magazine de 'La guerra dei mondi'”

La regia e la produzione

Alle mancanze della sceneggiatura rimedia la regia. Steven Spielberg ha fatto un ottimo lavoro, dimostrando (o confermando) di trovarsi a suo agio in ogni genere cinematografico. Numerosi i piani-sequenza utilizzati. Se quelli di apertura e di chiusura rientrano nella categoria ormai classica di piani-sequenza creati con la CG , quello realizzato per strada, con la camera che ruota attorno all’auto del protagonista, è fantastico ed è sicuramente una delle sequenze più interessanti della cinematografia di questo ultimo periodo.

Interessante anche l’utilizzo della telecamera a mano che, nelle mani di Spielberg, diventa una parte fondamentale nella realizzazione di scene cariche di patos e tensione. Il vedo/non vedo, molto caro al regista americano, si sposa benissimo con questa tecnica cinematografica. Ci ritroviamo così a sentire e non vedere quello che succede, scoprendo i dintorni della scena solo successivamente insieme al protagonista, seguendolo molto da vicino, come se noi fossimo accanto a lui.


Steven Spielberg e Tom Cruise
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Spielberg merita un plauso anche per come ha condotto le riprese, con dei tempi di realizzazione rapidissimi. Dopo una fase di pre-produzione di sole dieci settimane, le riprese sono durate solamente 72 giorni. In questo grande ritmo forsennato il regista ha scelto di girare prima tutte le scene che avevano bisogno di effetti speciali (circa 500), per permettere ai tecnici della ILM di poter lavorare con più calma e quindi in modo più accurato.

Molto interessante la scelta fatta dal regista in fase di pre-produzione. Per la prima volta, sotto consiglio di George Lucas, ha utilizzato unicamente degli storyboard animati in CG, che hanno consentito di rappresentare la scena e di riportare le diverse informazioni ad essa collegate: i dati della location, gli attori, la troupe e la posizione delle macchine da presa. "Questo è il primo film in cui mi affido totalmente al computer per l'animazione degli storyboard", dice il regista. "Ho preso tutti i tecnici della ILM che avevano lavorato per George agli episodi I, II e III [di Guerre stellari, N.d.R.] e li ho portati con me".


Una delle complesse scene durante la fuga del protagonista
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Grazie a questa tecnica costruire i set è stato un gioco da ragazzi. "Siamo partiti nel mese di agosto per cercare tutte le location. Quindi abbiamo scannerizzato ogni cosa nel computer e abbiamo costruito le varie sequenze basandoci sui dati reali" racconta il produttore Kathleen Kennedy. "Steven si era praticamente trasferito nell'ufficio dei tecnici che elaboravano il materiale. Con gli strumenti a disposizione, hanno fornito una rappresentazione estremamente accurata di quello che avrebbe girato in seguito".

La pre-visualizzazione, come accade sempre in questi casi, ha inoltre permesso agli attori di vedere quello che non c'era. "Mentre filmavamo ho fatto avvicinare gli attori al computer per mostrargli l'intera sequenza", spiega Spielberg. "Attraverso le immagini hanno potuto rendersi esattamente conto delle dimensioni dei tripodi, queste gigantesche creature contro cui avrebbero lottato, e delle loro rispettive posizioni nello spazio".