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La guerra dei mondi

di Alessio Tambone , pubblicato il 06 Luglio 2005 nel canale CINEMA

“In uscita mondiale contemporanea il 29 giugno, Steven Spielberg e Tom Cruise ci presentano una Terra che si ritrova improvvisamente in guerra. Questa volta però la minaccia arriva dallo spazio. Ecco la recensione di AV Magazine de 'La guerra dei mondi'”

Soggetto e sceneggiatura

“Quando iniziammo a sviluppare E.T. avevamo una storia molto più pungente e più oscura, che successivamente si è evoluta in qualcosa di più benevolo. Io penso che quella storia più pungente e più oscura sia rimasta sempre da qualche parte dentro di lui [Spielberg, N.d.R.]. Ora lui sta raccontando quella storia.” E' questa la presentazione della pellicola che fa Kathleen Kennedy, produttore del film e grande collaboratore di Spielberg sin dai tempi di E.T. L'extraterrestre (1982). E ha ragione. Dimenticate i simpatici alieni di altre produzioni dirette da Spielberg. Questa volta i nostri "vicini di casa" fanno veramente sul serio e non lasciano neanche il tempo di contrattare. Lo stesso Tom Cruise, protagonista del film, ha dichiarato: "Questo è E.T. diventato cattivo!".


Le prime fasi dell'invasione aliena
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La struttura del romanzo di H. G. Wells è rimasta sostanzialmente la stessa. La Terra viene improvvisamente attaccata senza alcun apparente motivo. E gli umani dimostrano tutta la loro fragilità quando, presi alla sprovvista, non sono in grado di porre alcuna resistenza, messi maggiormente in difficoltà da un'ottima tattica di attacco degli alieni. Ma, se da una parte il romanzo fornisce un ottimo soggetto di partenza, dall'altra il lavoro di adattamento degli sceneggiatori lascia qualche dubbio.

Si è deciso infatti di attualizzare il racconto spostandolo di circa 100 anni e di inserire numerosi riferimenti alla situazione politica attuale, post-11 settembre, con i figli del protagonista che pensano ad un attacco causato dai terroristi o dagli europei (!). Scelta accettabile visto l'orribile violento schiaffo subito dall'America qualche anno fa,  ma discutibile per quanto riguarda la quantità di riferimenti adottata. Va vista forse in quest'ottica la singolare scelta fatta riguardo il nome degli invasori. Wells nel suo romanzo fa diretto riferimento ai marziani, che però nel film perdono la loro identità e si trasformano. Non sono neanche chiamati alieni, ma vengono additati semplicemente come "quei cosi".

Molto discutibile anche la modifica fatta nella struttura della famiglia. Nel libro il protagonista è un buon padre di famiglia che, dopo aver messo in salvo moglie e prole, si fionda per le strade a salvare il mondo. Nel film Tom Cruise è divorziato, con una moglie già tra le braccia di un altro uomo (il classico perfettino) e con un rapporto molto difficile con i due figli. Questo rapporto è al centro di molte scene nelle fasi iniziali del film, distogliendo, senza alcun valido motivo apparente, l'attenzione degli spettatori dal vero problema: l'invasione della Terra. A sottolineare l'inutilità di questa situazione è un repentino "cambio di padre" dopo i primi venti minuti del film, con un Tom Cruise che diventa genitore modello.


Ray Ferrier (Tom Cruise) in fuga con la figlia Rachel (Dakota Fanning
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Contestabile anche il finale "...e vissero tutti felici e contenti a Boston", con la presenza di alcuni personaggi vivi non si sa bene per quale motivo (ci fermiamo qui visto il rischio spoiler....). Poco chiare anche le varie peripezie legate alla macchina del protagonista,  riparata sostituendo il solenoide (idea che naturalmente ha solo il nostro valido Tom Cruise) e che resiste, praticamente senza alcun danno, al disastro intorno alla casa dell’ex moglie del protagonista, disastro nel quale la casa viene quasi completamente distrutta e nella quale addirittura un aereo si schianta al suolo a pochissimi metri dalla casa.

Un'ultima considerazione. Prima di entrare in sala ho visto il cartellone pubblicitario del nuovo film Herbie il supermaggiolino, con protagonista il bellissimo Maggiolino Volkswagen che inaugurò la serie Herbie nel 1969 con Un maggiolino tutto matto. In quei film il simpatico Herbie, nonostante la gara, riusciva tranquillamente a superare tutte le macchine usando i corridoi lasciati liberi in pista. E' la stessa cosa che riesce a Tom Cruise quando è alla guida della sua macchina.

Insomma, una sceneggiatura che, pur partendo da un ottimo soggetto, ha delle pecche di contestualizzazione e le classiche pecche tipiche dell'americanata. Peccato, dato che lo sceneggiatore David Koepp ha un curriculum davvero invidiabile. Ha infatti curato, tra le altre, le sceneggiature de La morte ti fa bella, Jurassic Park e Spider-man. Un po' meno famoso l'altro sceneggiatore Josh Friedman, giudicabile in questo momento solo per il soggetto di Reazione a catena.