Social Buttons AV Magazine su Facebook AV Magazine su Twitter AV Magazine RSS AV Magazine Newsletter

Robin Hood

di Alessio Tambone , pubblicato il 29 Maggio 2010 nel canale CINEMA

“Ridley Scott e Russel Crowe ancora insieme per un film storico. Dopo Il gladiatore, i due si trasferiscono nell'Inghilterra delle ballate e delle guerre con la Francia, reinterpretando la leggendaria storia di dell'arciere gentiluomo. Ecco il giudizio di AV Magazine sul film e sulla proiezione Digitale 2K”

Qualità A/V e conclusioni

Abbiamo visto il film in proiezione Digitale 2K, approfittando della copertura che Universal Pictures ha voluto in tutta Italia (attrezzatura delle sale permettendo). Quasi 150 sale che abbiamo riepilogato in una nostra news. Dal punto di vista video la proiezione è stata eccellente. Un grande dettaglio fruibile finalmente anche in sala ha restituito immagini assolutamente accattivanti, nonostante la particolare fotografia scelta da John Mathieson. I colori delle campagne inglesi, accentuati o desaturati in base alle esigenze di copione, hanno sempre una luminosità contagiosa e la funzione - riuscita - di catturare l'attenzione dello spettatore. Il tutto, naturalmente, accentuato dalla grande e sempre affascinante dimensione di una proiezione cinematografica.

Meno accattvante l'audio, al quale regaliamo una sufficienza risicata. Spesso chiuso e concentrato sul canale centrale anteriore, non offre un sonoro pulito e avvolgente, ponendosi in netta contrapposizione con la meraviglia del comparto video. Una differenza troppo evidente, che imputiamo probabilmente ad una non perfetta taratura dell'impianto audio utilizzato in sala. Peccato!

Questo Robin Hood finisce dove tutti gli altri film dedicati al leggendario eroe inglese cominciano. Questa considerazione è il punto di partenza per un giudizio sul film, che basa il suo soggetto su una storia dichiaratamente diversa da quello raccontato fino a ieri. Lo script realizzato è interessante e ben raccontato, supportato da una regia che non risparmia le ampie panoramiche, possibili grazie all'immenso lavoro di scenografia realizzato dalla produzione. Certo, ci sono anche aggiunte digitali, ma gran parte degli ambienti esterni e interni sono stati ricostruiti nella loro totalità e alla vera grandezza. E questo lo si nota magnificamente.

Questo Robin Hood non è un capolavoro, ma rappresenta davvero un ottimo film storico che corregge qualche errore de Il gladiatore (la troppa grafica digitale e qualche libertà storica di troppo) e presenta un protagonista altrettanto valido e ben interpretato ancora da Crowe. E sicuramente siamo lontani dal floscio Le crociate. Peccato per la colonna sonora scritta da Marc Streitenfeld, recente nuovo collaboratore di Scott, poco incisiva nei temi del film e promossa soltanto per le ballate divertenti cantate dai compagni di Robin.

Voto finale del film: 7.
"Ribellarsi e ribellarsi ancora finchè gli agnelli diventeranno leoni."