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Alice in Wonderland

di Alessio Tambone , pubblicato il 17 Marzo 2010 nel canale CINEMA

“Nelle sale cinematografiche di tutto il mondo il regista Tim Burton e i suoi attori preferiti Johnny Depp e Helena Bonham Carter portano in scena l'ultima versione di Alice nel paese delle meraviglie. Ecco il giudizio di AV Magazine, con commento alla qualità 3D visionata in sala”

Effetti speciali: la chiave di Alice

Premessa: Tim Burton per gli effetti di Alice in Wonderland si è rivolto alla Sony Imageworks e a Ken Ralston, vero guru del settore e vincitore di cinque premi Oscar, uno che nel suo curriculum vanta titoli come Star Wars, Forrest Gump, Ritorno al futuro, Chi ha incastrato Roger Rabbit? e Polar Express. Ken Ralston è inoltre uno dei fondatori della Industrial, Light & Magic. Quindi non un nome qualunque.

Come per gli attori, anche per effetti speciali di Alice in Wonderland ci sono i più e i meno. Ottime le manipolazioni grafiche sul Cappellaio Matto e l'ingrandimento della testa della Regina Rossa, con un perfetto inserimento del collo all'interno del costume. Per riprendere Helena Bonham Carter la troupe ha utilizzato una cinepresa Dalsa, macchina particolare con definizione 4K che ha permesso l'ingrandimento della testa senza rilevanti perdite di dettaglio. E' lo stesso Ralston che racconta le difficoltà di un processo del genere, che ha richiesto la sua presenza sul set per ogni giorno di ripresa: "Se lei metteva la sua mano di fronte al viso e noi allargavamo la testa, poteva avere una mano enorme davanti al volto. In ogni inquadratura c'erano situazioni del genere".

Molto simpatica la realizzazione del Leprotto Bisestile e dell'altrettanto ben fatto Bianconiglio, che insieme al Brucaliffo, allo Stregatto e al Grafobrancio rientra tra i personaggi completamente digitali realizzati in maniera ottimale. Pollice verso per Ilosovic Stayne, il Fante di Cuori con un occhio solo al servizio della Regina Rossa ottenuto con l'unione della testa (solo quella) dell'attore Crispin Glover con un corpo completamente digitale alto due metri e venti. L'unione in questo caso è assolutamente deprecabile, accentuata da movimenti del personaggio poco fluidi o poco convincenti. Peccato per Glover, che per simulare sul set la vera altezza del suo personaggio ha trascorso moltissimo tempo sui trampoli, slogandosi anche una caviglia. Dopo questo episodio, e per evitare futuri incidenti, la produzione ha deciso di arruolare un esercito di stuntmen vestiti di verde (quindi cancellabili in post-produzione grazie al green screen) il cui unico scopo era quello di afferrare l'attore nel caso di una nuova caduta.