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Alice in Wonderland

di Alessio Tambone , pubblicato il 17 Marzo 2010 nel canale CINEMA

“Nelle sale cinematografiche di tutto il mondo il regista Tim Burton e i suoi attori preferiti Johnny Depp e Helena Bonham Carter portano in scena l'ultima versione di Alice nel paese delle meraviglie. Ecco il giudizio di AV Magazine, con commento alla qualità 3D visionata in sala”

Tim Burton: il regista giusto?

Quando abbiamo letto dell'intenzione di Tim Burton di riportare al cinema Alice abbiamo gioito: chissà cosa combinerà uno dei registi più gotici e visionari del cinema con una storia ricca di protagonisti strani e situazioni folli e pseudo-oniriche. Ci basta citare qualche titolo della prolifica filmografia del regista per trovare un nutrito numero di personaggi sopra le righe in Beetlejuice, Edward mani di forbice, Big Fish, Nightmare Before Christmas, La fabbrica di cioccolato, ecc...

Alice in Wonderland è sicuramente un film targato Burton. Il suo tocco c'è, si vede ed è inutile negarlo. Ma all'Alice del bravo Tim manca qualcosa. La mattezza dei personaggi ci è sembrata troppo fine a se stessa, buttata lì per divertire il pubblico avendo come effetto contrario la realizzazione di macchiette prive di reale interesse. Paradossalmente Alice in Wonderland, nonostante l'adatto materiale di partenza, è il film meno folle di Tim Burton.

Il regista si perde in effetti al computer, 3D e ritrovati tecnologici che sovrastano la storia e la psicologia dei personaggi, che vengono narrati superficialmente e a corrente alternata. Rispetto alla classica visione della storia abbiamo apprezzato la crescita del Cappellaio Matto e di Alice: il primo completamente fuori di testa a causa della guerra tra la Regina Rossa e quella Bianca mentre la seconda risulta meno infantile e spensierata e più combattuta con le inquietudini dell'adolescenza.

Sull'altro piatto della bilancia una scialba Regina Bianca - semba una delle principesse Disney di Shrek - buttata nel mezzo della storia senza un valido supporto di sceneggiatura. Semaforo rosso quindi anche per Linda Woolverton, sceneggiatrice del film su indicazioni di Burton ma autrice in passato di importanti capolavori Disney come Il re leone e La bella e la bestia.