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Avatar

di Alessio Tambone , pubblicato il 19 Gennaio 2010 nel canale CINEMA

“Ecco la particolare e approfondita recensione tecnico-artistica di Avatar, film evento pensato, scritto e diretto da James Cameron attualmente in programmazione praticamente in tutto il mondo. Il film è distribuito in Italia da 20th Century Fox. Buona lettura”

Il nuovo Performance Capture

Entriamo subito nel vivo della tecnologia di Avatar e parliamo del Performance Capture. O meglio del nuovo sistema che Cameron è riuscito a creare facendo fare alla tecnologia quel salto di qualità che purtroppo Robert Zemeckis non è riuscito a dare con La leggenda di Beowulf e A Christam Carol dopo l'iniziale esperimento di Polar Express. Il nuovo sistema ha fornito movimenti fluidi e assolutamente realistici, eliminando quella staticità totale del corpo tipica del vecchio sistema. In tutto il film abbiamo notato soltanto un piccolo difetto durante un'acrobazia da parte del protagonista, che si scompone in maniera poco reale tra un salto e l'altro con un baricentro evidentemente errato.

Il Performance Capture esistente prima di Avatar prevedeva l'inserimento di marker anche sul volto degli attori, per catturare i movimenti delle labbra, delle ciglia e dei muscoli del viso. Cameron ha deciso invece di catturare le espressioni utilizzando una specie di casco che gli attori hanno indossato, nel quale era inserita una telecamera rivolta verso il viso degli attori. Questo ha permesso di registrare le espressioni e i movimenti dei muscoli con un livello di dettaglio mai ottenuto ma - soprattutto - ha registrato il movimento degli occhi, cosa che non era possibile con i sistemi utilizzati in precedenza. Quindi in post-produzione i tecnici, sulla base dei video, hanno replicato le espressioni degli attori.

Inoltre i marker avanzanti del volto sono stati riutilizzati alla maniera classica sul corpo di altri attori, consentendo di fatto di aumentare il "Volume", ossia quello spazio fittizio tridimensionale all'interno del quale tutti i movimenti dei marker vengono registrati. Questo perché all'interno del Volume non ci possono essere infiniti marker ma solamente un numero ben definito, dipendente dalla quantità di dati che i macchinari utilizzati riescono a registrare senza errori. Un Volume più ampio ha significato anche maggiore spazio per gli attori e possibilità di registrare contemporaneamente più personaggi sul set. Il nuovo sistema ha infatti permesso la registrazione dei movimenti di cavalli al galoppo, sequenze acrobatiche complesse e con molti personaggi e perfino combattimenti tra veivoli e creature volanti. Tutto questo ha portato ad uno snellimento delle fasi di ripresa, ad una minore lavorazione in post-produzione, a ciak più simili a classiche sessioni di recitazione in teatro per gli attori (inesistenti infatti tutti i problemi legati alla fotografia) e - per gli spettatori - a sequenze animate molto veritiere.