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Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi

di Alessio Tambone , pubblicato il 13 Aprile 2005 nel canale CINEMA

“Nelle sale italiane arriva l'anti Harry Potter. Una favola degna dei fratelli Grimm, tratta da una fortunata serie di libri, con un Jim Carrey in forma strepitosa, un terzetto di sfortunati bambini e tanti effetti speciali da lasciare senza fiato.”

Effetti speciali e qualità audiovideo

Uno dei motivi per il quale Lemony Snicket potrebbe essere ricordato in futuro è l'uso degli straordinari effetti speciali. Non parlo di quelli ormai standard (blue screen, ecc...) ma di quelli che non si vedono. Effetti "speciali" quindi proprio perché invisibili. Durante la proiezione poche persone sapevano, o si sono accorte, che in realtà le persone dedicate al ruolo di Sunny non erano due (le due piccole gemelline) ma tre. Una terza Sunny infatti, sviluppata dalla ILM e completamente digitale, faceva da stunt-man (anche se sarebbe più corretto dire stunt-girl) per le piccole attrici, sostituendole nelle scene più pericolose. Inizialmente le scene con la Sunny digitale dovevano essere 50, ma la bravura delle piccole gemelle ha consentito di ridurre il lavoro per il team degli effetti digitali a sole 25 scene.


Sunny si dedica al suo passatempo preferito: mordere!
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La difficoltà maggiore stava nel fatto che il personaggio digitale e quello reale si sarebbero dovuti anche alternare in frame sequenziali. Era necessaria quindi un'assoluta corrispondenza tra il modello virtuale e le bimbe scritturate. Il lavoro di preparazione è iniziato addirittura prima del casting, effettuando una scansione della figlia di un anno e mezzo del regista. Dalla scansione i tecnici della ILM hanno costruito mediante il software Maya delle B-Spline, realizzando quindi una prima bozza per il corpo. Effettuato il casting, gli artisti hanno adattato il corpo alle sembianze delle piccole Hoffman. Il volto è stato realizzato attraverso il software I-sculpt della ILM mentre i movimenti sono stati ricavati da quelli di altri figli dello staff ILM vestiti con tutine di motion-capture.

Una delle sfide più significative è stata la realizzazione dei capelli. Se per le texture di pelle e vestiti ci si poteva basare su alcune foto reali, il problema dei capelli e del loro movimento era ben più complesso. I tecnici lo hanno risolto utilizzando diversi livelli di capelli/spline di guida, ognuno con numerosi parametri, che hanno consentito una perfetta simulazione dei sottili capelli delle gemelline Hoffman.


Sequenza di realizzazione della Sunny digitale
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Interessante anche la tecnica utilizzata per inserire la moderna Sunny nelle scene registrate. Sui set interessati è stata utilizzata la MK3 ad alta gamma dinamica della Panoscan, una macchina fotografica particolare in grado di scattare in sequenza foto a 360°. Partendo da queste immagini gli artisti hanno ricreato dei set digitali perfettamente uguali a quelli reali, nei quali hanno inserito la controfigura digitale in grado quindi di interagire anche con gli oggetti ricreati. Infine è stato effettuato il rendering, tenendo presente le luci utilizzate sul set, con l'ormai onnipresente software RenderMan della Pixar.


Un frame della sequenza realmente ripresa e il prodotto finale con la Sunny digitale
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In ultima analisi un doveroso commento sulla qualità audio/video della pellicola. La traccia audio con codifica DTS aveva un buon equilibrio sui canali frontali, che ha permesso una tranquilla fruizione dei dialoghi. L'uso dei canali posteriori si è limitato purtroppo ai cinque intensi minuti dell'uragano che distrugge la casa di Zia Josephine. Un vero peccato, vista la possibilità di accentuare l'alone di mistero e di coinvolgimento che permea l'intera pellicola. Video appena sufficiente: i consueti cambi di fuoco utilizzati dal regista non hanno giovato alla pulizia del video, che è risultato purtroppo ricco di rumore e con contorni a volte non ben definiti, probabilmente a causa di una copia di qualità non adeguata.