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Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi

di Alessio Tambone , pubblicato il 13 Aprile 2005 nel canale CINEMA

“Nelle sale italiane arriva l'anti Harry Potter. Una favola degna dei fratelli Grimm, tratta da una fortunata serie di libri, con un Jim Carrey in forma strepitosa, un terzetto di sfortunati bambini e tanti effetti speciali da lasciare senza fiato.”

La pre-produzione

I film è tratto dai primi tre libri della serie di Lemony Snicket, editi in Italia da Salani con i titoli di L'infausto inizio, La stanza delle serpi e La finestra funesta. Al momento la saga di  Lemony Snicket, dietro il cui nome si nasconde l'autore Daniel Handler, è formata da 11 libri, ma ne sono previsti altri due. Ha venduto oltre 27 milioni di copie in tutto il mondo e sicuramente, complice la riuscita del film, avrà presto un grande successo anche in Italia.


I primi tre volumi pubblicati dall'editore Salani

Nel film infatti ritroviamo lo stesso umorismo sinistro e la stessa voglia di avventura presente nei libri. Non deve spaventare la "triste" storia degli orfani, che diventa essenzialmente uno spunto per dimostrare la forza della creatività dei bambini.

Il produttore Walter F. Parkes infatti afferma "Dai fratelli Grimm a Dickens, da Bambi a Nemo, l'essere orfani è un tema chiave della letteratura familiare. Paradossalmente, è proprio a partire da questo elemento che si sviluppano le storie più ottimiste e a lieto fine, perché esso affronta in modo amplificato la sfida di fronte alla quale tutti i bambini prima a poi si trovano: quella di crescere e di accostarsi positivamente al mondo degli adulti."


I tre orfani con quel che resta della casa di zia Josephine
- click per ingrandire -

Ottimo il lavoro fatto dallo sceneggiatore Robert Gordon (Men in black 2) che è riuscito ad condensare ed amalgamare i tre libri in 108 minuti. L'unico appunto da fare è la presenza di troppi argomenti lasciati in sospeso. Uno su tutti è il significato del cannocchiale che sembra legare i familiari Baudelaire ed anche la loro morte. Ma, sicuramente, siamo in odore di sequel e quindi l'operazione è più che giustificabile. Del resto la presenza di altri 8 romanzi oltre ai 3 usati per la sceneggiatura non poteva non farsi sentire.

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