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Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

di Alessio Tambone , pubblicato il 27 Maggio 2008 nel canale CINEMA

“Dal 23 maggio il celebre archeologo si riaffaccia sul grande schermo in un ritorno chiesto a gran voce dai fan di tutto il mondo. Indy is back, è con lui il grande gruppo artistico e tecnico che ha fatto il successo del personaggio negli anni passati, a partire dal trio Ford, Lucas e Spielberg.”

Costumi

Buono il lavoro della costumista Mary Zophres, figlio di una lunga fase di documentazione su vecchie riviste di Life magazine, annuari di college degli anni '50, opuscoli militari russi d'epoca, fotografie delle rovine Maya e montagne di libri di storia. Irina Spalko veste con modelli ispirati alla diva per eccellenza del cinema anni '30 Marlene Dietrich, richiamando una personalità spigolosa e dura ma estremamente carismatica e seducente. Anche la Zophres si è ispirata al personaggio di Marlon Brando in Il selvaggio per la creazione degli abiti di Shia LaBeouf, arrivando a confezionare circa 30 giacche da motociclista da utilizzare nelle diverse fasi del film.

Allo stesso modo il guardaroba di Indiana Jones, scritto nella storia del cinema, era abbastanza fornito durante le riprese. Harrison Ford durante i ciak, seguito dal suo fido stilista personale Bernie Pollack, aveva a disposizione ben 60 paia di pantaloni e 72 camice, pulite, sporche o strappate a seconda dell'andamento del film. Simpatica inoltre la necessità di fabbricare la giacca di Indy leggermente più grande, in modo da inserire le imbottiture che servivano a Ford come "materasso" durante le scene più pericolose.