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Bee Movie

di Alessio Tambone , pubblicato il 02 Gennaio 2008 nel canale CINEMA

“Nelle sale italiane in questi giorni c'è il nuovo film della DreamWorks Animation che torna ad occuparsi degli insetti a 10 anni da "Z La Formica". Bee Movie è la storia di un'ape che porta alla riscossa la causa del suo piccolo mondo. Una lotta tra la lobby del miele e le ignare api lavoratrici”

Commenti sulla Computer Grafica

Da apprezzare la scelta di puntare decisamente su una grafica non realistica. Non possiamo quindi realizzare paragoni tecnici con Alla ricerca di Nemo o Cars - giusto per citarne qualcuno - ma conviene spostarsi più su prodotti come Gli incredibili o L'era glaciale. Anche con questa premessa però Bee Movie esce parzialmente sconfitto nel confronto.


Api in volo sui cieli di New York City

Positiva sicuramente la realizzazione delle api. In particolare è di rilevante importanza la soluzione adottata per creare l'effetto in movimento delle ali delle api (nella realtà la cifra si aggira tra le 180 e 225 volte al secondo). Un problema complesso se pensiamo che in alcune scene - come l'atterraggio finale dell'aereo - sullo schermo erano presenti oltre un milione di api (750.000 per trasportare l’aereo e circa 350.000 per formare un fiore sulla terra). E per cinque sequenze queste api apparivano contemporaneamente sulla scena. Era necessaria quindi una soluzione non pesante dal punto di vista del rendering che consentisse comunque di mantenere i dettagli delle ali e la brillantezza dovuta alla riflessione della luce. Alla DreamWorks Animation si erano già imbattuti in un problema simile con le ali della Fata Turchina in Shrek 2, ma allora il personaggio era solo. In Bee Movie le api erano invece migliaia. Il team si è ispirato alle tecniche di animazione classica 2D, realizzando attraverso un pennello secco un particolare sistema di "offuscamento ali" che, dopo una prima animazione manuale, andava a sostituire le ali per il resto della scena.

Non eccellenti le animazioni degli umani, che appaiono spesso macchinosi e poveri di vitalità. Guardandoli, ci sentiamo di azzardare un commento positivo solo per quanto riguarda le espressioni facciali, spesso ricche di spunti interessanti e dinamiche comiche. Una piccola curiosità infine per la modellazione: la macchina dell'avvocato Montgomery è stata progettata da un designer della Porsche!