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Ready Player One

di Alessio Tambone , CineMan , pubblicato il 16 Aprile 2018 nel canale CINEMA

“Universo virtuale o mondo reale. Steven Spielberg confeziona un film imperdibile, tecnicamente all'avanguardia e pieno zeppo di rimandi, citazioni ed Easter Egg più o meno nascosti. Ecco il giudizio di AV Magazine”

Catturare le prestazioni

Due sono le società che hanno portato avanti gli effetti speciali del film: la Industrial Light & Magic (ILM) e la Digital Domain, non due nomi qualsiasi ma gli occupanti di due dei tre gradini del podio di questo settore.

Per garantire una sostanziale differenza tra il mondo reale e quello di OASIS, Spielberg ha optato per differenziare gli ambienti e girare tutto il mondo reale in live action, mentre l'intero universo di OASIS è stato ricreato totalmente in digitale.

Recentemente il regista aveva già utilizzato tecniche di motion capture nei film Le Avventure di Tin Tin – il segreto dell’Unicorno e Il GGG – il grande gigante gentile. Ma in questo caso, ai classici strumenti di cattura, la produzione ha puntato decisamente sull'innovativo utilizzo di tecnologie di VR all'avanguardia come strumento di direzione (nel senso letterale) per il regista per le riprese sul set. Strumento principale era il visore VR messo a disposizione per Spielberg.

"Ogni singolo set in OASIS è virtuale, quindi hanno creato un avatar per me che mi ha permesso di camminare attraverso lo spazio e vedere il set attuale. Una volta capito come avrei dovuto girare ogni sequenza, ho chiesto agli attori di indossare le visiere in modo che potessero avere un'idea di come fosse il loro ambiente" spiega il regista.

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Spielberg ha utilizzato anche un sistema di telecamere virtuali sviluppato secondo le sue indicazioni dal supervisore alla produzione del motion capture Clint Spillers, già suo collaboratore in entrambe le precedenti produzioni in "mocap". In collaborazione con l'ingegnere robotico Jim Kundig di Digital Domain, è stata creata una fotocamera palmare virtuale, completa di piccolo schermo per monitorare il rendering dell'ambiente virtuale, dando la possibilità al regista di gestire in tempo reale obiettivi, prospettive e angolazioni.

Una mdp all'avanguardia, estremamente intelligente, che ha permesso a Spielberg di verificare immediatamente nella tenda V-Cam su più schermi le inquadrature, registrando dati che successivamente sono stati passati alla ILM per l'animazione finale.

Come spesso accade in produzioni di questo tipo, le scene di battaglia sono state un pretesto per mettere mano al sistema di riproduzione di massa, spingendo di volta in volta l'asticella un po' più su. Anche in questo caso, il software è stato migliorato, dando la possibilità di generare nello stesso contesto migliaia di personaggi digitali e intelligenti.