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Ready Player One

di Alessio Tambone , CineMan , pubblicato il 16 Aprile 2018 nel canale CINEMA

“Universo virtuale o mondo reale. Steven Spielberg confeziona un film imperdibile, tecnicamente all'avanguardia e pieno zeppo di rimandi, citazioni ed Easter Egg più o meno nascosti. Ecco il giudizio di AV Magazine”

Dalla carta allo schermo

La pellicola è tratta dall'omonimo bestseller di Ernest Cline, romanzo pubblicato per la prima volta nell'agosto del 2011 e distribuito successivamente in più di 50 Paesi. Il regista Spielberg ha definito Cline come "un visionario che ha descritto un futuro che in realtà non è così lontano dalla direzione che stiamo prendendo con l'evoluzione della realtà virtuale".

Un romanzo quindi con una forte connotazione temporale, attorno al quale il fermento era già alto prima della pubblicazione. La produzione, tramite conoscenze in comune, aveva infatti già acquistato i diritti per la trasposizione cinematografica prima del debutto nelle librerie.

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Cline ha rivelato che l'ispirazione è venuta pensando ad alcune pietre miliari dela sua giovinezza: il gioco Atari Adventure (e il primo Easter Egg del mondo videoludico) e la grande passione per le opere di Roald Dahl, in particolar modo i libri di Willy Wonka. Ready Player One è nato proprio dalla domanda: e se Willy Wonka fosse stato un designer di videogiochi invece di un produttore di dolci? L'eccentrico miliardario probabilmente avrebbe cominciato a pensare a enigmi e rompicapi per trovare un suo degno successore, che alla fine è l'idea di partenza del libro.

Libro che è stato comunque modificato in varie parti. Prima di tutto per venire incontro ai fisiologici adattamenti tra carta e celluloide, ma anche perché il regista Spielberg ha deciso di eliminare una buona parte di riferimenti a suoi film come regista e produttore degli anni '80, sostituendoli con impronte culturali di altri registi, artisti, stilisti e musicisti di quell'epoca.

Nonostante tutto, la pellicola trasuda - per fortuna - Spielberg in ogni fotogramma...