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Ready Player One

di Alessio Tambone , CineMan , pubblicato il 16 Aprile 2018 nel canale CINEMA

“Universo virtuale o mondo reale. Steven Spielberg confeziona un film imperdibile, tecnicamente all'avanguardia e pieno zeppo di rimandi, citazioni ed Easter Egg più o meno nascosti. Ecco il giudizio di AV Magazine”

Commento al film

Un denso immaginario in parte auto celebrativo, ricolmo di citazioni dell'universo pop tra cinema, animazione, videogame, serie tv e una miriade di iconici personaggi che lo popolano. Un'immensa produzione in computer grafica da 175 milioni di dollari respirando travolgenti atmosfere tipiche del cinema di fantascienza spielberghiano, una sfida a tutti gli appassionati chiamati a scovare personaggi, mezzi, oggetti, ambientazioni dell'immaginario di genere.

Opera senza eguali e paragoni nella settima arte, non ha prezzo scovare il Gigante di ferro che omaggia Terminator 2, vedere sfrecciare su percorsi impossibili la De Lorean di Ritorno al futuro o assistere al titanico scontro tra il robot guerriero Gundam e Mechagodzilla piuttosto che riconoscere in un'orda di centinaia di avatar all'attacco Jason Voorhees e Freddy Krueger (provate a scovare i poster dei film di Lady Hawke o di Scuola di geni – Real Genius). L'avventura di Wade, che in più di un'occasione ricorda l'aspetto del giovane Spielberg, è una delle più incredibili e coinvolgenti che mente umana potesse partorire in ambito realtà virtuale.

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L'accelerazione è pressoché bruciante con la intro di Jump dei Van Halen, proseguendo con un'ampia selezione di brani musicali che hanno segnato un'epoca come Stayin' Alive dei Bee Gees, Faith di George Michael, Take On Me degli A-Ha o We’re Not Gonna Take It dei Twisted Sister. Mash-up di citazioni come il 'Kubo di Zemeckis' mentre il regista ha riservato uno speciale momento in omaggio al compianto amico Stanley Kubrick, tasselli imperdibili sui quali non desideriamo entrare troppo nel dettaglio invitando alla visione in sala, magari anche in stereoscopia.

Al di la delle citazioni anche autorevoli di genere altre domande potrebbero sorgere durante la visione, tutto sommato nemmeno così retoriche come la seguente: meglio fuggire in un universo di finzione isolandosi per non vedere e non avere più a che fare con un mondo reale sempre più nefando oppure affrontare le difficoltà e le sfide della vita reale?