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300

di Alessio Tambone , pubblicato il 28 Marzo 2007 nel canale CINEMA

“Campione di incassi in America, 300 arriva anche in Italia distribuito da Warner Bros. Un grande film costruito sull'omonima graphic novel realizzata nel 1998 da Frank Miller, diretto dal regista Zack Snyder e seguito da polemiche scatenate in Iran . Ecco il giudizio di AV Magazine”

Conclusioni

Eccoci alle riflessioni conclusive. 300 era un film che attendevamo con interesse e le nostre aspettative non sono state affatto deluse. Anzi. Avevamo seguito con passione la produzione del film sul sito ufficiale, con vari blog e video giornali tenuti dagli addetti ai lavori. Ma non ci immaginavamo un capolavoro visivo di queste dimensioni. Merito è soprattutto del regista e del direttore della fotografia che hanno recepito ed elaborato in maniera seducente il già suggestivo capolavoro grafico di Frank Miller. Per la redazione di AV Magazine 300 si piazza sul podio dei migliori film realizzati tratti da un fumetto.

Segnaliamo purtroppo i problemi dell'edizione italiana. Qualche traduzione dall'inglese accompagnata da un inconcepibile estro artistico e un doppiaggio non all'altezza del ritmo e della recitazione originale. Additiamo invece con grande sdegno la mancanza - tutta italiana - di divieti alla visione per i minori. 300 è un film decisamente violento, con decapitazioni, sangue, violenza e incursioni erotiche sicuramente non adatte al piccolo pubblico.

Non mancano come sempre le polemiche. L'Accademia delle Arti di Teheran ha presentato una protesta ufficiale all'Unesco nella quale si parla del film come di un attacco all'identità storica dell'Iran (che corrisponde più o meno alla vecchia Persia), dipinto come uno stato assetato di sangue, incivile e brutale. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che ha protestato anche senza citare direttamente 300. E' la solita solfa: in un film di guerra, con buoni e cattivi, i cattivi si lamentano sempre...

Concludiamo la recensione con un piccolo episodio accaduto durante la visione del film in sala. Non è attinente al film, ma è un pauroso termometro della gioventù italiana. Una giovane coppia si è seduta sulle poltrone alle nostre spalle. Lei, dopo essersi accomodata, ha preso il cellulare per spegnerlo. Lui le ha detto: "Che fai, lo spegni? Non c'è bisogno, non siamo in chiesa!". Naturalmente durante la proiezione del film la ragazza ha ricevuto una telefonata, anticipata dalla simpatica suoneria. Ha comunque avuto il "buon senso" di esordire dicendo più o meno sottovoce: "Ora sono al cinema, non posso parlare. Ti richiamo dopo." Disgustorama!