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The Hateful Eight

di CineMan , Emidio Frattaroli , pubblicato il 02 Febbraio 2016 nel canale CINEMA

“Dal 4 febbraio al cinema in digitale 4K e 2K, Hateful Eight è già in programmazione all'Arcadia di Melzo e al Teatro 5 di Cinecittà in formato 70mm, con 20 minuti in più rispetto alla distribuzione digitale e con l'esclusiva introduzione musicale del maestro Ennio Morricone, candidato all'Oscar 2016 proprio con questo film”

Il formato 65mm Panavision e la distribuzione

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Schema del sistema Ultra Panavision, con lente anamorfica 1,25x per un rapporto d'aspetto di 2,76:1
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Il film è stato girato interamente in pellicola, utilizzando negativi da 65mm a scorrimento verticale a 5 perforazioni per fotogramma. Il rapporto d'aspetto nativo del negativo è di 2,20:1 ma grazie all'utilizzo di aggiuntivi anamorfici 1,25x, il rapporto d'aspetto viene espanso fino a 2,76:1 come non si faceva da molto tempo (ad esempio con “Ben-Hur”, nel 1959). Non discuteremo in questa sede sulla necessità di utilizzare aggiuntivi anamorfici in luogo di un leggero crop verticale, oppure delle attuali possibilità (e costi) del digitale rispetto al 65mm a 5 perforazioni.


La featurette sul formato "Ultra Panavision" con uno speaker d'eccezione: Samuel L. Jackson

Ci limitiamo a sottolineare che il formato 65mm a scorrimento verticale (a 5 perforazioni), utilizzato per questo film, è molto diverso da quello IMAX a 15 perforazioni, usato ad esempio per alcune sequenza di Interstellar. La pellicola in sé è proprio la stessa ma lo scorrimento orizzontale del sistema IMAX e l'aumento delle 15 perforazioni per la larghezza del fotogramma, permettono un aumento della superficie (quindi della risoluzione) fino a circa 3 volte rispetto all'area di un 65mm a 5 perforazioni.


Le differenze tra negativi 35mm, 65mm e relativi positivi in 70mm
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L'immagine qui in alto si riferisce alle differenze tra i diversi formati in pellicola in 35mm e 65mm ed è tratta dal nostro articolo su Interstellar, disponibile a questo indirizzo. Lo schema dovrebbe rendere molto bene l'idea delle differenze in risoluzione. In ogni modo, se il 35mm vale "1", allora il 65mm a 5 perforazioni vale "3" e il 65mm IMAX a 15 perforazioni vale "9" rispetto al 35mm e "3" rispetto al 65mm a 5 perforazioni. Il film è stato poi distribuito sia in formato 70mm, sempre a 5 perforazioni, e poi anche in digitale. In questo caso, segnaliamo che in Italia, oltre alla pellicola in 70mm visibile solo a Melzo, Bologna e Roma (i particolari in coda, nell'ultima pagina), sono presenti ben 2 DCP, uno a risoluzione 4K e un altro a risoluzione 2K. Vista la retro-compatibilità di un DCP 4K anche con i server più obsoleti, non si capisce la necessità di dover creare due differenti DCP.

 
Le schede che accompagnano le due valigette dei rispettivi DCP 4K e 2K
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Segnaliamo comunque che il DCP a risoluzione 2K, ha un "peso" complessivo di 130GB e quindi un bitrate medio di circa 105 Mbps. La versione a risoluzione 4K ha invece un peso complessivo di 205GB e un bitrate medio di 165 Mbps. Visto lo spazio a disposizione e considerato che i dischi rigidi per la distribuzione sono da almeno 500GB, non si capisce il perché non sia stato sfruttato il bitrate massimo per la compressione in JPEG2000, soprattutto per la versione a risoluzione 2K. Abbiamo girato queste due domade (bitrate e doppio DCP) a "Lo Specchio Digital S.r.l." che si è occupato della realizzazione del DCP ma si sono trincerati dietro un sacrosanto accordo di riservatezza con Rai.

ADDENDUM

Segnalo questa pagina in cui il buon Alessandro Minelli, attraverso e-duesse.it, riesce a strappare una risposta ufficiale a 01 Distribution. L'epilogo è quantomeno sconfortante e mi vede pienamente d'accordo con Minnelli: probabilmente avrebbero fatto meglio a rimanere in silenzio. In questo caso la dicotomia "pubblico-spreco" sembra ancora una volta confermata. Chissà se la produzione sia effettivamente a conoscenza di questa storia...


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Tornando alle note tecniche, le camere utilizzate sono Arriflex e Panavision, mentre il direttore della fotografia è ancora una volta Robert Richardson (nell'immagine qui in alto, vicino ad una camera Panavision) che ha fotografato gli ultimi quattro film di Tarantino: Django Unchained, Bastardi Senza Gloria, Kill Bill vol 1 e vol 2: Richardson è anche il direttore della fotografia preferito da Oliver Stone e Martin Scorsese e ha partecipato ad alcuni dei più bei film degli ultimi 30 anni.