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Revenant - Redivivo

di Alessio Tambone , pubblicato il 21 Gennaio 2016 nel canale CINEMA

“Leonardo DiCaprio si immerge totalmente nel nuovo progetto del regista messicano Iñárritu, trasposizione cinematografica delle vicende di Hugh Glass, uno degli eroi del vecchio West americano”

Scenografie, costumi e trucco

Il senso di naturalezza del film è dato chiaramente anche da scelte di scenografie e costumi.

A curare la scelta e l'allestimento delle location, lo scenografo Jack Fisk, già impegnato in set impegnativi come Il petroliere, La sottile linea rossa e The New World - Il nuovo mondo.

Prima delle riprese il regista Iñárritu aveva inviato ai suoi collaboratori una copia di Andrei Rublev diretto da Andrei Tarkovsky, pellicola del 1969 imperdibile proprio per il magnifico impatto visivo, suggerendo ai vari cineasti il design richiesto.

Il set di Fort Kiowa è stato ricavato in una vecchia cava di ghiaia nello Spray Valley Provincial Park vicino Canmore, Alberta. La squadra di Fisk ha costruito il Forte con metodi e materiali del 1820, utilizzando legname già disponibile sul luogo, rendendolo inospitale e rozzo attraverso una volontaria approsimazione nei lavori.

Vista la necessità di sfruttare solo la luce naturale, Fisk è stato costretto a costruire due forti speculari: uno che dava a est per le riprese del mattino e un altro che dava a ovest per le riprese che utilizzavano il sole pomeridiano.

In un teatro di posa di Los Angeles è stato invece costruito un villaggio Pawnee, utilizzando materiali e tecniche autentiche (legno, fango e paglia), appartenenti alla cultura della stessa tribù. Da segnalare inoltre i set utili per le scene oniriche come la gigantesca montagna di techi di bisonte e le rovine della chiesa europea, mentre l'autentica barca a chiglia che si vede nelle prime scene, costruita secondo precisi standard storici, aveva in realtà nascosto al suo interno un motore da 450 cavalli per poter navigare controcorrente.

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Anche la costumista Jacqueline West ha cercato ispirazione in alcuni ritratti reali, analizzando dipinti e schizzi di due noti pittori di quei tempi: Alfred Jacob Miller, che si era recato nelle Montagne Rocciose a metà del 19° secolo, uno dei pochi ad aver catturato scene di vita reale; e Karl Bodmer, uno svizzero noto per i suoi ritratti dei nativi americani, specialmente quello della tribù Mandan del South Dakota.

Sian Grigg, artista del trucco, è stata ingaggiata espressamente per Leonardo DiCaprio, una professionista che ha curato l'attore americano in tutti i film dai tempi di Titanic (pensiamo a Gangs of New York, The Aviator, Shutter Island, Inception, J. Edgar, Django Unchained, Il grande Gatsby e The Wolf of Wall Street).

Il suo difficilissimo lavoro in questo film è stato in qualche modo facilitato dalla scelta di girare in ordine cronologico, dando la possibilità di poter apportare ogni giorno leggere modifiche al trucco per riflettere l'evoluzione delle ferite del protagonista principale.