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Star Wars: Il risveglio della Forza

di Alessio Tambone , CineMan , pubblicato il 17 Dicembre 2015 nel canale CINEMA

“In anticipo di due giorni rispetto alla distribuzione americana, il settimo episodio di Star Wars sbarca nei cinema italiani. Primo capitolo di una nuova trilogia nella galassia lontana lontana. Ecco il triplice giudizio di AV Magazine”

A. Tambone: proiezione Space Cinema di Casamassima (BA)

Inutile perder tempo a cercare di descrivere l'alto grado di aspettativa verso questo settimo episodio, aspettativa cresciuta a dismisura dopo il trailer rilasciato qualche mese fa. Andiamo dritti al punto. La prima metà del film è spettacolare.

È spettacolare perché trasforma letteralmente quello che è stato purtroppo Star Wars negli ultimi anni. La saga si fa - nei limiti - verosimile, seria, meno cartoon, acquistando ancora più prestigio, ancora più presenza, ancora più importanza. In questo film un Jar Jar Binks non avrebbe mai potuto trovare posto (del resto lo stesso J.J. Abrams ha dichiarato in una recente intervista che uno degli scheletri che si vede nel deserto è proprio quello del fastidioso personaggio).

È spettacolare perché lo script dosa magnificamente azione, ironia e dialoghi. Due fili separati si cominciano pian piano ad annodare. Le vecchie battaglie contro la Repubblica, adesso combattuta dal Primo Ordine, annodate chiaramente ai vecchi personaggi della trilogia, mentre le nuove leve introducono nuovi protagonisti e nuovi scenari, presentati magnificamente.

È spettacolare perché i nuovi volti sono quasi tutti davvero in gamba (tranne un tizio con i capelli neri lunghi, assolutamente inadatto al ruolo). In cima una bravissima Daisy Ridley (Rey), mentre Harrison Ford è la solita granitica certezza.

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Da metà film in poi si perde però qualcosa. La sceneggiatura vacilla sia nella trama generica che nei piccoli episodi nel dettaglio. Sono troppi gli scopiazzamenti (non citazioni, scopiazzamenti!) dei precedenti capitoli e alcune dinamiche nelle fughe, nelle azioni e nelle ambientazioni, oltre all'aquisizione di particolari abilità, sono francamente troppo sbrigative e non convincenti.

Dal punto di vista tecnico il regista J.J. Abrams e i suoi collaboratori presentano un lavoro assolutamente invidiabile, tanto nella costruzione delle inquadrature che nelle scene d'azione, in particolar modo quelle degli scontri aerei.

Per la prima volta Michael Giacchino non compone lo score di un film di J.J. Abrams. Al suo posto il veterano John Williams, che prosegue la sua straordinaria epopea con Star Wars con una settima partitura più imponente, in linea con il nuovo impatto visivo della pellicola.

Al momento non abbiamo elementi sufficienti per svelare i segreti di realizzazione di effetti speciali, scenografie e making of vari. Lo stretto riserbo sul film ha chiuso tutti i canali informativi a riguardo. Procederemo con un analisi di questo tipo al più presto, lodando comunque la scelta di utilizzare meno effetti in computer grafica a favore di miniature, green-screen e location reali.

Un ultimo appunto al doppiaggio italiano, mediamente inferiore a quello che ci si potrebbe attendere. Pollice verso per Kylo Ren e Captain Phasma.

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Abbiamo visionato il film in 3D. Nonosante una profondità mai spinta è ottima la sensazione di livelli intermedi presenti tra lo sfondo e il primo piano. Peccano le previste situazioni pop-up, mai incisive, oltre a ripetuti problemi di crosstalk. Al netto del taglio sulla luminosità, è più che sufficiente il dettaglio alle basse luci. Dal punto di vista audio ottima la pressione del canale LFE. Due gradini sotto la spazialità restituita, con panning mai correttamente accentuato.

Chiaramente tutte queste considerazioni A/V sono legate in qualche modo alla struttura.

La pagella secondo Alessio Tambone

Film  7,5 
Video 3D  6,5 
Audio  7 

NB. Il voto al film è una media tra il 9 alla prima parte e un 6,5 alla seconda