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Spectre

di Alessio Tambone , CineMan , pubblicato il 09 Novembre 2015 nel canale CINEMA

“L'atteso nuovo capitolo cinematografico dedicato a James Bond è finalmente nelle sale di tutto il mondo. Analisi della pellicola e considerazioni su una doppia proiezione all'Arcadia di Melzo”

L'apertura

La suggestiva apertura del film è ambientata a Città del Messico durante il singolare Giorno dei Morti, una delle feste più importanti del bacino latino-americano. La parata riproposta comprendeva ben 10 carri allegorici, il più alto dei quali raggiungeva un’altezza di 11 metri.

Il carro centrale era “La Calavera Catrina”, ispirato all’omonima opera dell’illustratore e litografo messicano José Guadalupe Posada: un teschio di donna che indossa un enorme cappello (nel film largo 10 metri) di derivazione europea, satira a simboleggiare i messicani che adottarono usi e costumi della borghesia del vecchio continente in epoca pre-rivoluzionaria.


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La troupe ha girato in tre diverse location della città: il Gran Hotel, Plaza Tolsá e Zócalo, la grande piazza che si vede nei festeggiamenti. Dal punto di vista delle comparse, la folla era formata da 1.520 persone, vestite e truccate da 107 truccatori, 98 dei quali locali, per una preparazione totale di ben tre ore e mezzo per singola giornata.

Zócalo è il luogo che vede le incredibili evoluzioni dell’elicottero, mentre due stunt sono impegnati in una lotta serrata. Il velivolo è un elicottero Red Bull, costruito espressamente per i tonneau e i free-diving. A causa dell’altitudine di Città del Messico, il celebre pilota Chuck Aaron ha comunque dovuto porre dei limiti alle evoluzioni proposte.


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Tralasciando l’evocazione scenografica, l’apertura colpisce positivamente per il lungo pianosequenza realizzato, anche se alcune manipolazioni digitali utilizzate per il raccordo destano qualche perplessità (es. un Bond non estremamente fluido nel saltellare tra diversi punti d’appoggio quando esce dal balcone alla ricerca del suo obiettivo).

Non sono sembrati naturali inoltre anche alcuni chroma key di Bond in lotta sull’elicottero sospeso sulla piazza. In diverse inquadrature i soggetti in primo piano si staccano troppo rispetto al fondale, segno di una probabile illuminazione non proprio corretta.

Come da manuale, dopo l’apertura partono i titoli, in un susseguirsi ormai canonico di suggestioni che anticipano temi e personaggi del film con alcuni rimandi più o meno espliciti al passato.

Ad interpretare il brano principale è stato chiamato il britannico Sam Smith, che ha composto il singolo Writing’s On The Wall con il suo collaboratore (vincitore Grammy) Jimmy Napes. Sicuramente d’effetto, merito dell’arrangiamento straziante e del timbro alquanto particolare del cantante. Un bis dell’Oscar di Skyfall sembra comunque improbabile.