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Una notte al museo

di Alessio Tambone , pubblicato il 11 Febbraio 2007 nel canale CINEMA

“Campione di incassi in tutto il mondo Una notte al museo è nelle nostre sale cinematografiche. Divertente commedia con Ben Stiller alle prese con la Storia "viva". Ecco il giudizio sul film di AVMagazine”

Gli effetti speciali

Grande difficoltà per il regista Levy a lavorare con gli effetti speciali, in un film dove l'apporto della CG è stato tanto rilevante quanto imponente. Un contributo massiccio di effetti digitali che però non ha fermato la fantasia del regista e di Stiller sul set, che hanno comunque continuato a cambiare le battute e le scene anche durante i ciak, cercando sempre la ripresa più divertente. Anche se questo andava a discapito dei tecnici degli effetti speciali che già stavano lavorando su direttive precedenti. A tenere la situazione sotto controllo c'era il team produttivo, formato tra l'altro da Chris Colombus e Michael Barnathan, entrambi veterani di questo genere di film con la saga di Harry Potter.


Il T-Rex all'ingresso del Museo sarà solo uno dei problemi di Stiller

Degno di nota anche il supervisore degli effetti visivi Jim Rygiel, che aveva ricoperto il medesimo ruolo nella trilogia de Il Signore degli Anelli. Importante quindi la solidità alle spalle del regista che, risultati alla mano, ha portato ad un apporto digitale sicuramente positivo. Merito anche della Rhythm & Hues, che noi di AVMagazine avevamo già apprezzato per l'ottima realizzazione del leone Aslan in Le cronache di Narnia.

Una sfida non meno impegnativa è stata quella di lavorare con le miniature, con Maya, romani e cowboy alti soltanto pochi centimetri. Il team ha creato 89 modelli base, realizzati riprendendo attori reali impegnati in movimenti solitari o in combattimenti. Questi modelli sono stati utilizzati come base per le centinaia di variazioni create al computer. Anche in questo caso, nonostante la difficoltà derivata dalla differenza di proporzioni, giudichiamo il lavoro estremamente positivo e di valore.

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