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Apocalypto

di Alessio Tambone , pubblicato il 21 Gennaio 2007 nel canale CINEMA

“AV Magazine analizza il nuovo film diretto e prodotto da Mel Gibson, ambientato nel grandioso regno Maya e distribuito dalla Eagle Pictures a partire dal 5 Gennaio. Grandi polemiche e ricorsi, per una delle pellicole più attese di quest'anno. Ecco il nostro giudizio”

La regia e il montaggio

Il buon Cinema di Gibson parte dalla regia. Spettacolare, dinamica, artistica. Un uso intensivo della carrellate a precedere e a seguire colloca lo spettatore direttamente nei lunghi inseguimenti, mentre la libertà di utilizzo della camera a mano, mossa con grande violenza, ne intensifica il furore e la concitazione. Gli ampi travelling invece descrivono tutta la maestosità e l'imponenza della scenografia naturale (con qualche ritocco digitale), come magnificamente dimostrato con la scena della cascata.

Apprezzabili come sempre gli esaltanti slow motion, che spezzano la velocità costante delle clip e catturano lo spettatore avido di dettagli. Il montaggio serrato contiene però ancora quei problemi nella continuità evidenziati in altri lavori di John Wright, su tutti La passione di Cristo. Piccole cose, che però possono fare la differenza in film così tanto tirati dal punto di vista visivo.

Per girare Gibson ha utilizzato la digitale della Panavision Genesis, una camera corredata di un singolo CCD da 12.4 megapixel che ha fatto il suo esordio in Superman returns di Bryan Singer. In alcune scene importanti la troupe ha utilizzato ben quattro di queste camere contemporaneamente, facendo molta attenzione nel girare accanto all'acqua. In quel caso i tecnici le hanno rivestite con delle coperture in hydroflex realizzate da Pete Romano per proteggere i delicati e costosi componenti, tenendo costantemente sotto controllo le temperature all'interno del box (e maledicendo il clima delle foreste pluviali messicane).