Social Buttons AV Magazine su Facebook AV Magazine su Twitter AV Magazine RSS AV Magazine Newsletter

La profondità di campo

di Ermanno di Nicola , pubblicato il 13 Aprile 2012 nel canale AVPRO

“La profondità di campo, termine spesso abusato sia in fotografia che in ripresa video, è l'ampiezza in profondità in cui risulta nitida la scena ripresa, a cavallo del piano di messa a fuoco. Nella guida dimostreremo come la profondità di campo sia legata solo ed esclusivamente all'apertura del diaframma.”

Camera oscura con lente


Una replica della camera oscura di Niépce dalla collezione di Stephen Johnson
- click per la fonte e per le immagini ingrandite -

Le prime camere oscure non avevano lenti ed erano costruite proprio come lo schema del precedente paragrafo: un piano con un piccolo foro interposto tra la scena da riprendere e lastra fotografica. Il problema maggiore era rappresentato dalla luminosità del sistema: l'immagine riflessa non era molto luminosa.

L'introduzione della lente in luogo del foro stenopeico ha permesso di risolvere il problema della luminosità. Come descritto nel disegno qui in alto, i raggi che prima venivano fermati dall'ostacolo adesso vengono rifratti e concentrati sul piano focale ricreando l'immagine nitida e più luminosa rispetto alla camera oscura con il solo foro stenopeico. In questo caso il centro ottico si trova all'interno della lente.

L'inserimento della lente ha portato altre problematiche. Se per ipotesi spostiamo il piano di messa a fuoco, l'immagine non sarà più nitida poiché i raggi non si concentreranno più sul piano focale, creando i cosiddetti "circoli di confusione". Con l'introduzione di una lente si può ottenere un'immagine nitida solamente su un piano focale.

Il limite del singolo piano focale si ha anche al contrario: la lente ha un preciso punto di fuoco (che chiameremo "F"). Tutto quello che si troverà distante da esso creerà circoli di confusione sul piano focale PF.