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Spatz HDMIFIX 1.3: il risolutore!

di Alberto Pilot , pubblicato il 27 Novembre 2008 nel canale AVPRO

“Dalla tedesca Spatz arriva un EDID simulator HDMI 1.3 con ben 11 EDID programmabili che permette di risolvere eventuali problemi di comunicazione tra sorgente e display: un accessorio indispensabile per i professionisti ma che potrebbe tornare molto utile anche in ambito domestico”

Introduzione

Con l’avvento delle trasmissioni di segnale Audio/Video in forma digitale si è progressivamente assistito al susseguirsi di problemi di “compatibilità”, più o meno risolvibili, fra sorgenti e display. Causa fondamentale di questa situazione è l’introduzione da parte del Consorzio che ha creato lo standard HDMI della protezione anticopia HDCP (High Definition Copy Protection), uno strumento nato per preservare i contenuti HD da possibili copie digitali, che sarebbero risultate identiche bit per bit all’originale. Questa protezione risiede in forma fisica all’interno di un chip (tendenzialmente Silicon Image e più recentemente anche di altri costruttori) che genera delle chiavi di crittatura. Una volta che la sorgente tenta di inviare un segnale protetto verso un display tramite un chip detto sender, questo deve essere in grado di ricevere le chiavi, quindi deve contenere al suo interno un chip ricevente compatibile, deve decrittarle ed inviare un feedback alla sorgente stessa.

Quest’operazione, che può durare da pochi istanti sino a qualche secondo, prende il nome di “handshake” (dall’inglese “stretta di mano”, ma anche “buona riuscita”), ed è fondamentale perché il segnale possa essere inviato dalla sorgente verso il display. Senza soffermarci su come funziona nel dettaglio tutto questo processo, quello che è importante sapere è che negli sviluppi di questo standard, ha progressivamente preso sempre più piede l’importanza della corretta programmazione di un EDID (Extended Display Identification Data): una memoria che in teoria dovrebbe semplificare le operazioni di auto-riconoscimento fra sorgente e display. In pratica in questa memoria sono contenute le informazioni (a livello di risoluzione ideale da impostare, lista dei refresh accettati, etc) che sono state inserite dalla Casa Madre delle elettroniche perché la catena video s’imposti automaticamente alla “migliore risoluzione” possibile.

Purtroppo, ogni qualvolta assistiamo a qualcosa che dovrebbe essere “automatico”, siamo pronti ad incorrere in problemi ed incompatibilità più o meno risolvibili. Basti pensare ai display HD-Ready (magari i vecchi XGA 1024x768) collegati con un BD Player che tendenzialmente si vorrebbe sfruttare in Full HD, od ancora un HTPC con scheda video non aggiornata nei driver collegata all’ultimo plasma 1080p. Sappiamo per certo che a molti appassionati sarà capitato che neppure forzando manualmente una data risoluzione il display l’abbia accettata. Magari questo è successo solo dopo un “aggiornamento firmware”, che appunto ha implementato altri “modi” (risoluzioni e caratteristiche dell’immagine) nella lista già presente nella propria EDID, dato per scontato che le versioni dei chip sender e receiver presenti nelle elettroniche siano compatibili fra loro.

Se poi nella catena video introduciamo processori video, sinto/amplificatori dotati di sezione video, distributori di segnale (splitter o extender od ancora matrici), dimentichiamoci tranquillamente di poter dormire sonni tranquilli in questo senso. E dato che la connessione HDMI è presente anche in alcune apparecchiature per uso professionale o per uso rental (affitto per eventi), il problema ha varcato i confini domestici per estendersi soprattutto a tutti quei professionisti che con le diverse catene video ci lavorano quotidianamente. Questo è il panorama che ci si è presentato davanti negli ultimi mesi, ma finalmente sembra che qualcuno sia corso in nostro aiuto.