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Il disco del mese - novembre 2018

di Marco Cicogna , pubblicato il 23 Novembre 2018 nel canale AUDIO

“A poche settimane dal Natale, consigliamo una selezione di registrazioni del repertorio Erich Kunzel & il Telarc Sound, per un approccio di facile ascolto al suono della grande orchestra, con brani “leggeri”, ma anche colonne sonore, jazz per big band e altro ancora, senza limiti di repertorio, sia in due canali che in 5.0”

Alcuni amici mi hanno chiesto di effettuare una piccola ricerca discografica; da tempo mi chiedevano quali dischi potessi consigliare per un approccio di facile ascolto al suono della grande orchestra, che comprendesse brani “leggeri”, ma anche colonne sonore, jazz per big band e altro ancora, senza limiti di repertorio. Inoltre volevano incisioni che suonassero bene, con un sound corposo e dinamico, magari con qualche titolo ancora disponibile in SACD multicanale, visto che qualcuno di loro ha un impianto Home-Theatre con un lettore multistandard. Possibilmente il tutto a prezzo normale o budget, senza estremismi da audiofilo. La risposta l'ho trovata andando a ripercorrere con qualche nostalgia il catalogo della mitica label americana Telarc, con base a Cleveland in Ohio. sebbene da anni non più operativa, gli album sono ancora disponibili su vari negozi e siti online. Quante demo musicali sin dai tempi del Top Audio abbiamo percorso proprio con alcuni titoli del catalogo Telarc... In più, vista la vocazione di AV Magazine, c'è l'occasione di ascoltare alcune pagine di musica per il cinema dal suono davvero coinvolgente. Non parliamo di Bach, Mozart o Beethoven qui, almeno non questa volta, ma ci godiamo comunque buona musica che farà muovere i woofer dei nostri amati diffusori.  

Per 30 anni protagonista del vasto catalogo Telarc, il direttore d'orchestra Erich Kunzel ha lasciato in eredità quasi 200 incisioni. Ben conosciuto per le sue incursioni sul tema del “Light Classics” alla testa della Cincinnati Pops Orchestra dal 1977 fino alla sua scomparsa nel 2009, si è distinto anche nel repertorio sinfonico di maggiore impegno. Il suo contributo non va ricordato soltanto per la spettacolarità della celeberrima Ouverture1812” di Tchaikovsky, ma apprezzato soprattutto per aver condiviso in termini adatti ad un vasto pubblico il fascino della grande orchestra. Qui ci piace ricordarlo soprattutto per le sue raccolte di musica per il grande schermo, ma c'è ben altro. Mi chiedo (prima che lo facciate voi) se ha senso proporre incisioni di un'etichetta estinta da anni. Ebbene la gran parte delle registrazioni Telarc, compresi tanti album di jazz e blues dal suono pieno e corposo, sono ancora disponibili anche nei vari siti di vendita online. Persino online ad un prezzo stracciato. Io stesso sto completando la mia collezione di CD (e SACD) Telarc in questo modo. Se suonavano bene dieci o venti anni fa, non suonano oggi meno bene, anzi le trovo davvero interessanti per l'audiofilo che voglia mettere assieme una discoteca di base ad un piccolo prezzo. 


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Kunzel ha avuto un ruolo primario nella storia delle incisioni della Telarc sin dalla fine degli anni Settanta. Lavoravo in un negozio di dischi di Roma al momento dell'uscita di un disco destinato a mettere in crisi la maggior parte dei sistemi di lettura, pubblicato da un'etichetta americana mai sentita prima di allora. Parlo del mitico LP con l’ouverture “1812” di Tchaikovsky. I solchi visibili a occhio nudo e la grande dinamica nel passaggio con i cannoni mette oggi come allora a dura prova il sistema braccio-testina. Disco determinante per il lancio internazionale dell’etichetta di Cleveland (l’incisione originale è stata poi disponibile nella serie SACD “Soundstream”, ormai quasi introvabile). In breve Telarc si afferma come una delle label più apprezzate, capace di incidere con orchestre americane ed europee di alto profilo ed in seguito lanciare una generosa collana jazz e blues.  

Per la cronaca: in seguito Kunzel è tornato ad incidere la “1812” in una nuova registrazione che include anche il coro all'inizio del pezzo, nientemeno che il coro sinfonico di Kiev: non hanno davvero badato a spese!. L'anno 1812, lo ricordo ai più distratti, è  quello delle disastrosa battaglia di Borodino che vide la sconfitta delle truppe francesi di Napoleone, fermate dai russi alle porte di Mosca. Per celebrare questo evento Tchaikovsky riceve la commissione di una fantasia orchestrale (per l'appunto l'Ouverture 1812) diventato celebre per aver incluso nell'esecuzione la salve di qualche cannone.). Un pezzo chiassoso ma divertente. Più ricco il programma, che comprende anche la Marcia Slava, la Polonaise dall'opera Eugene Onegin e ovviamente il Capriccio italiano e le Danze Cosacche dall'opera Mazeppa che erano anche nella vecchia edizione. Questo è però un DSD nativo in multicanale e contiene anche delle tracce per la messa a punto dei vari canali. La bella notizia è che questo SACD si trova su Amazon a 20 Euro.  Lasciate perdere i cannoni (che pur ci sono e belli forti), tanto non penserete mica di riprodurre il suono di un pezzo d'artiglieria con l'impianto di casa.

Tra i protagonisti della discografia Telarc, Kunzel ha dunque affrontato con correttezza un repertorio che va dai “light classics” alle colonne sonore, dal musical al jazz per big band, senza trascurare le più celebri pagine classiche. Si contano centinaia di dischi, conosciuti dagli audiofili per il caratteristico sound: dinamico e generoso in gamma profonda. Telarc ha creduto nel formato multicanale e in seguito pubblica molto in SACD. Tra queste voglio almeno ricordare i CD “Round Up” e “Happy trails I e II con musiche western, il ciclo sui film di fantascienza (Star Tracks I e II, Time Warp), ed ancora gli album “a tema” come “Fiesta!”, “Ein Straussfest I,  II e III” dedicato alle pagine viennesi di Strauss, “Chiller” con i temi dai film horror, “Hollywood Greatest Hits I e II”, “Spectacular Spielberg”, “Magic Musicals” e tanti altri ancora.  Non manca neppure il suggestivo CD “Bond & Beyond” che propone (ovviamente) una raccolta di temi dai film della serie “007”.

 
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Kunzel ha realizzato per Telarc ampie raccolte di musiche da film in SACD multicanale. Interessante la riedizione in multicanale di “Round Up”, (quella che si apre con i suoni concreti di una fattoria americana, anche questo disponibile per l'acquisto) ma se volete ascoltare la migliore incisione del tema da “I Magnifici Sette”, bisogna avere quella presente nel disco “Epics”, che raccoglie in una registrazione multicanale di grande effetto alcuni titoli tra i più avvincenti e spettacolari della storia del cinema. La produzione dei Cincinnati Pops dedicata alle colonne sonore non si è mai interrotta, in una serie di puntate piacevolissime che hanno evidenziato la buona forma di questa formazione. Con “Epics” troviamo arrangiamenti molto aderenti alla partitura originale, che acquista però un nuovo smalto sonoro. Il disco si apre con il tema di “2001 Odissea nello Spazio”, ovvero l’introduzione del “Così parlò Zaratustra” di Strauss, con il famoso pedale d’organo a 30 Hz e la salva di timpani. Due celebri pezzi dell’epopea dell’antica Roma con il classico “Ben Hur” e il recente “Il Gladiatore”, un tripudio di ottoni e percussioni a bassa frequenza da far tremare i polsi, scritto da Hans Zimmer.

Non mancano brani dal carattere più intimo, come il tema di Lara dal “Dottor Zivago” e l’immancabile pellicola “Via col vento”, che vinse uno degli Oscar anche per le musiche di Max Steiner. La storia sembra ancora il filo conduttore di questo SACD con il tema d’amore di “Spartacus” (1960, musiche di Alex North) e con “Pearl Harbor”, di cui ascoltiamo il “tema di guerra”, quanto mai efficace in questo formato. In omaggio al filone “fantasy” c’è pure Harry Potter e una raccolti di motivi dal “Signore degli Anelli”. I due brani che più hanno appassionato nelle demo in multicanale sono stati il preludio dal “Lawrence d’Arabia”, per quella visionaria introduzione con assolo di timpani e grancassa che sembrava voler estirpare i woofer e  proprio “I Magnifici Sette”. Incisione avvolgente, generosa nella gamma profonda, il timbro caldo e mai affaticante, ma questo è un tratto comune alla serie. Ascoltate la solida presenza dei tromboni che gridano nella prima ottava. Da non mancare.

In tante registrazioni Telarc ci ha abituato al sound pieno e generoso della Cincinnati Pops Orchestra, ma questa incisione in DSD nativo, anche per la piacevolezza del repertorio, si è dimostrata una delle più spettacolari. Chi possiede un sistema multicanale non può mancare di stupire se stesso e gli amici con queste pagine cinematografiche. Per gli audiofili a due canali, anche il semplice CD si propone con timbro naturale e dinamica ai limiti delle capacità del sistema. 

 
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Se riusciste a trovarlo, ci sarebbe anche “Great Film Fantasies”: L'album offre pagine di due tra i più conosciuti ed apprezzati autori del genere, John Williams (Star Wars, Harry Potter) e Howard Shore (The Lord of the Rings). La saga di Guerre Stellari ha portato alla ribalta John Williams, autore a suo modo geniale che si rifà alle tarde pagine sinfoniche tra ‘800 e ‘900 e qualche citazione da “I Pianeti” di Holst. Poco importa, del resto il grande pubblico non ha la minima idea di chi sia Holst e può apprezzare la generosa sequenza (le prime dieci tracce) qui offerta dalla label di Cleveland.

C’è il tema principale dal Quarto episodio, la “Principessa Leia”, la brillante “Cantina Band.”, la “Marcia Imperiale”, il “Tema di Yoda”, dall’episodio VI “Luke e Leia”, quindi si torna alla genesi del film “Il duello dei destini” e il “Tema di Anakin”, la “Battaglia dei Cloni” e il possente “Tema degli eroi”. Tre i brani da altrettanti episodi di Harry Potter (La Camera dei Segreti, Pietra Filosofale e Il Prigioniero di Azbakan) e l’orchestrazione aderente allo score originale cura particolarmente la scrittura delle percussioni, la resa corposa e vibrante delle ottave profonde sugli ottoni, mentre la gamma bassa ad altissima dinamica è capace (con un buon impianto) di sollevarvi dalla sedia. Incisione di ottima fattura, con un multicanale da dimostrazione.

 
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Lasciando perdere la musica per il cinema vi segnalo infine una dinamica raccolta orchestrale dal titolo “Bolèro”. Come appare dal titolo il disco si apre (ma c’è molto altro qui) con Ravel, la sua più nota pagina che nella quasi ipnotica ripetizione del tema sull’ossessivo ritmo marcato dal tamburo militare impiega l’intera tavolozza strumentale di una grande orchestra. Si apre nel più evanescente pianissimo che mette a dura prova il controllo dell’esecutore al tamburo. Kunzel lo presenta qui con uno smalto originale, denso e compatto, i tempi spediti, per fortuna. Ben curato il fraseggio, gli accenti dosati con stile, il ritmo sempre teso, serrato, capace di lasciare nella sfolgorante conclusione con il fiato sospeso. Da non mancare le sonorità turgide delle “Danze Polovesiane”. Il ben noto attacco su timpani e grancassa della più famosa delle danze mette a dura prova l'impianto. Dinamica esuberante, mai però fuori controllo, capace di raggiungere un fortissimo pieno e non fastidioso. Si apprezza la tuba bassa a rafforzare la grancassa. A seguire la suite strumentale dalla Carmen di Bizet, una successione di brevi pezzi dall’orchestrazione ora intimistica e rarefatta, ora densa e sfavillante di percussioni.

Se il ben noto “Preludio” sembra volervi sollevare dalla sedia, la grazia strumentale della “Habanera” o della “Danse Boheme” crea atmosfere quasi cameristiche, con una percezione fine e trasparente delle linee strumentali delicate. La tromba “in lontananza” che dialoga con la prima tromba riceve proprio nell’ascolto in multicanale la corretta collocazione spaziale, il timbro degli ottoni caldo e naturale, sorprendente con questa presenza ed immediatezza. Molti storcevano il naso di fronte a selezioni musicali così ammiccanti ed esteriori, che tuttavia ebbero il pregio di avvicinare in modo facile  ed accattivante un pubblico vasto ed eterogeneo alla musica classica. Se per giungere alla grande musica colta il percorso passava per brani come Marcia Slava di Tchaikovsky e la “Cavalcata delle Walkirie” di Wagner, o Pomp and Circumstance di Elgar, ben venga allora una tale scelta di repertorio. Quanta bella musica abbiamo ascoltato in trenta anni di Telarc con le incisioni di Erich Kunzel.

Per maggiori informazioni e per l'acquisto di alcuni dei dischi rimasti: https://amzn.to/2DDhpKf

N.B. Il prossimo week-end a Roma, sabato 24 e domenica 25 novembre, in occasione dell'evento High Fidelity, nelle due sessioni giornaliere nella sala "Epson" (mattino e pomeriggio), sarà possibile ascoltare alcuni dei brani proposti in questo articolo e molti altri (anche in "video"), con un impianto multicanale di qualità.

Link al sito ufficiale: www.milano-roma-hi-fidelity-audio-show.it/Roma_2018_index.html

Per maggiori informazioni: www.avmagazine.it/news/4K/epson-eh-tw9400-a-roma-24-25-11_13856.html

 

 

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