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Opera e Unison da HiFi Di Prinzio

di Gian Piero Matarazzo , pubblicato il 19 Dicembre 2016 nel canale AUDIO

“Da Opera Loudspeakers e Unison Research arriva una serie di nuovi prodotti, tra elettroniche e diffusori acustici che sono stati mostrati presso il punto vendita HiFi Di Prinzio a Chieti Scalo: dalle Opera Diva alle nuove Max 2 ad alta efficienza, dalle nuove sorgenti digitali Unico CD Uno e Due ai nuovi ampli Unison Unico Dual Mono”

Anteprima Opera Max 2


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La prima sala è quella che vede al lavoro un bel finale valvolare , un dual mono in classe A capace di circa 45 Watt, il Performance. Come sorgente c’è il nuovo lettore CD2 ed i nuovissimi diffusori ad alta sensibilità, i Max 2. I diffusori sono stati progettati ex novo da Mario Bon sulla scia del successo di vendite ottenuto dalla Max 1, specialmente in Germania, visto che proprio il distributore tedesco ne aveva fatto pressante richiesta. Ovviamente poi le vendite si sono espanse in Europa ed in tutti i posti raggiungibili dalla capillare distribuzione del marchio.

Si tratta di un discreto cabinet da circa 130 litri che ospita un quindici pollici ed un driver a compressione da 32 millimetri con la cupola in titanio. La sensibilità dichiarata è di 96 deciBel con una impedenza che non scende mai al di sotto dei 7,4 ohm, giusto per ridurre al minimo i problemi di interfacciamento con le elettroniche di potenza. La presenza del progettista, Mario Bon, mi consente alcuni approfondimenti. Il filtro crossover dalla componentistica pregiata, è elettricamente asimmetrico, con un apparentemente “strano” 6 dB per ottava sul tweeter ed un più canonico 12 deciBel per ottava sul woofer.

La frequenza di incrocio, per altro, è molto bassa, prossima agli 800 Hz. Ovvio che dietro la semplice dichiarazione delle caratteristiche tecniche ci sia un lavoro notevole di affinamento e di prove di tenuta in potenza. Mario mi racconta di come non sia riuscito in alcun modo a mettere in difficoltà il driver a compressione e come l’incrocio acustico sia in qualche modo differente. Posso dire comunque che all’ascolto l’incrocio è invisibile e quindi le chiacchiere dei soliti “progettisti solo sulla carta” stanno a zero. Il diffusore è praticamente nuovo, appena rimosso dall’imballo e necessiterebbe di qualche tempo per il rodaggio e per un corretto posizionamento in ambiente.

È sempre vero che un diffusore si giudica in condizioni controllate e che il giudizio può essere pesantemente condizionato dall’ambiente, ma occorre aggiungere che con un minimo di esperienza le caratteristiche salienti vengono fuori senza eccessiva difficoltà e con una discreta precisione. L’estremo basso non è estesissimo, e questo ce lo dovevamo aspettare, anche tenendo conto delle sospensioni rigide e mai rodate. L’estremo alto è ben esteso, con la gamma media che non mostra nasalità particolari e che contiene molto bene le variazioni di timbrica al variare del livello. La sensibilità elevata e le condizioni di carico tutt’altro che impegnative consentono all’elettronica valvolare di lavorare senza sforzo anche nei picchi caratteristici delle frequenze mediobasse.