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Il subwoofer: come e perché

di Gian Piero Matarazzo , pubblicato il 22 Aprile 2016 nel canale AUDIO

“Cosa ci dobbiamo aspettare da un subwoofer da inserire nel nostro impianto? Quali sono le caratteristiche che dobbiamo tenere nel conto quando ci apprestiamo a scegliere un subwoofer? In questi casi sarà utile rileggere queste quattro note.”

Tenuta in potenza


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La tenuta in potenza è legata a doppio filo con l’estensione perché una perversa legge della fisica dichiara che la massima pressione indistorta è direttamente proporzionale al volume di aria spostata ed al quadrato della frequenza. Ciò, in termini più semplici, ci fa notare come la massima pressione raggiungibile aumenta di 12 decibel per ogni raddoppio della frequenza. Un woofer da otto pollici, tanto per intenderci, con un diametro efficace di 168 millimetri che si sposta linearmente di 5 millimetri, può erogare al massimo 88,6 decibel a 30 Hz, 93,6 decibel a 40 Hz, 97,4 decibel a 50 Hz e 100,6 decibel a 60 Hz.

E’ implicito che se vogliamo ottenere pressioni maggiori a queste frequenze abbiamo una sola strada da percorrere, quella di aumentare o la superficie dell’altoparlante o la sua escursione. Raddoppiando il diametro (che equivale a quadruplicare l’area di emissione) si ottiene alla stessa frequenza una pressione maggiore di 12 decibel, mentre a parità di diametro raddoppiando l’escursione si ottiene un aumento di soli 6 decibel. Questa caratteristica ineluttabile dei trasduttori a radiazione diretta rischia di forviarci nella scelta di un subwoofer, almeno se ricerchiamo un dato di pressione massima indistorta fin troppo elevato per il nostro ambiente di ascolto.

Comunque, nella corretta valutazione dei dati dichiarati dal costruttore, è bene fare due paragoni a parità di dimensione, anche se occorre ammettere che raramente il dato di massima pressione viene dichiarato. Va tenuto nel conto un altro particolare spesso trascurato. La lunghezza d’onda delle basse frequenze è notevole, ed una volta sistemato il sub in ambiente intervengono diversi fattori "inquinanti" che in qualche modo rafforzano l’emissione del suono da 20 a 200 Hz.

Oltre a ciò dobbiamo tenere conto del fatto che nella musica, specialmente quella rock e quella moderna, le basse frequenze, fino a 50-60 Hz occupano una porzione leggermente minoritaria di ampiezza, così da richiedere meno pressione indistorta rispetto alla gamma mediobassa e media. La tenuta in potenza elettrica del woofer è meno importante, visto che i picchi sulle basse frequenze sono sufficientemente distanziati così che la bobina mobile ha il tempo, pur esiguo, per raffreddarsi, a meno che non siate appassionati di musica per organo...