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Test TCL U55C7006 TV LCD 4K HDR

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 03 Ottobre 2017 nel canale 4K

“Il C70, dotato di pannello con tecnologia VA e diagonale da 55", monta il sistema operativo Android 6, ha una sottile soundbar integrata, prodotta in collaborazione con Harman-JBL, č compatibile con video HDR e ha sfornato prestazioni impensabili per i 799 Euro richiesti”

Misure e calibrazione in Rec BT.2100 (HLG e PQ)

 

In HDR la situazione cambia in maniera sostanziale e sembra evidente che il TV non sia stato ancora ottimizzato come avrebbe meritato, per non parlare dei limiti intrinseci che riguardano la massima luminanza che il TV è in grado di generare. Come spero saprete già benissimo, le specifiche dell'HDR10 prevedono un picco di luminanza di 10.000 NIT. In realtà oggi usiamo solo il 76% circa della rampa di luminanza, con un picco di "soli" 1.000 NIT. Esistono però pochissimi contenuti formattati per arrivare a 4.000 NIT. A parte il picco di luminanza, è ancora più importante quello che succede sulle "zone" meno luminose dell'immagine, come l'inquadratura di un viso.

 

  
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Ebbene, se un TV non fosse in grado di arrivare a 1.000 NIT , è necessaria una compressione dinamica (alias "tone mapping") che tenga bene in mente un obiettivo ben preciso: cercare di riprodurre una immagine con una luminosità "sufficiente" e abbastanza "credibile" ed è questa una delle lacune del pur ottimo TCL. Il traguardo dei 1.000 NIT è a distanza siderale poiché con la calibrazione del bilanciamento del bianco, in HDR si arriva a superare di poco la soglia di 300 NIT. Il tone mapping operato dal TCL è discreto eppure io avrei dato la precedenza alla potenza luminosa dei valori più bassi di luminosità, aumentando la compressione dinamica progressivamente sulle alte luci.


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Al di là dei limiti sulla luminanza e sui valori del gamma, le prestazioni non sono comunque più che sufficienti, specialmente sul bilanciamento del bianco che diventa però un po' più difficile da domare soprattutto sulle basse luci. Inoltre, per cercare di plasmare meglio la curva del gamma e per cercare di modulare la fase dei colori, ho trovato un piccolo compromesso aumentando leggermente la componente rossa, così poco che il Delta E uv fosse comunque sempre contenuto.


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Il problema ulteriore è che con segnali HDR in ingresso il menu cambia leggermente e - purtroppo - scompaiono alcune voci, come quella per calibrare i colori primari e secondari. Il gamut è ampio come la maggior parte dei TV premium, sfiorando il 90% delle dimensioni rispetto al gamut DCI-P3 del cinema digitale. D'altra parte in questo caso non è possibile correggere alcuni piccoli errori di fase e di saturazione, soprattutto per il rosso e per il verde, come anche il difetto di luminanza del Blu che, per saturazioni più elevate, diventa rilevabile agli occhi più esigenti.