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Test: Sony Bravia KD-65XD9305

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 19 Maggio 2016 nel canale 4K

“Il Sony Bravia XD93 è il primo TV 4K compatibile HDR che viene sottoposto alle "nuove" misure video sui cui abbiamo lavorato negli ultimi 12 mesi, per verificare la corrispondenza con le specifiche SMPTE 2084 e per fare anche un po' di chiarezza su alcuni temi molto caldi con l'arrivo dei formati UHD”

LAB: le prestazioni in UHD e HDR10


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A questo punto il gioco si fa "duro". Quelle che seguono sono le rilevazioni in modalità UHD, REC.2020 e gamma SMPTE-2084 (HDR-10) e posso anticipare che sono ottime: Sony ha bene interpretato le specifiche UHD, REC.2020 e SMPTE 2084 e le prestazioni rilevate mi hanno convinto pienamente. Partiamo dalla luminanza: il nuovo Sony riesce a generare un picco di luminanza di 1.153 NIT con APL (Average Picture Level - livello medio dell'immagine) del 20% e area di misura del 5%. In questo caso, con le impostazioni predefinite HDR, attivando l'ingresso HDMI dal menu "settings/external imputs/HDMI signal formats", con segnali HDR il TV sceglie le impostazioni predefinite HDR Video ma il "local dimming" non può essere disattivato (come molte altre voci) e il rapporto di contrasto supera il valore di 50.000:1.


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Con HDR10 i livelli di luminanza sono ben definiti, presume un livello di luminanza di picco di 1.000 NIT e l'analisi non è più "relativa" come per il REC.709. Visti i valori in gioco, per rendere più agevole l'interpretazione dei dati, ho suddiviso i valori in due pezzi che si sovrappongono parzialmente, con le curve gialle che identificano i valori del gamma e in verde i riferimenti secondo le specifiche SMPTE 2084. Il primo grafico riguarda una prima metà della scala dei grigi, dal nero e fino al 50% del segnale in ingresso: un punto che - in buona sostanza - si avvicina molto al "bianco" di riferimento che prima avevamo al 100% del segnale in ingresso con le specifiche REC.709. Il livello di luminanza atteso al 50% del segnale in ingresso è di circa 95 NIT mentre per il Sony abbiamo 116 NIT. Nel secondo grafico si riparte dal 35% e ci si ferma invece al 76% del segnale in ingresso: non avrebbe senso andare oltre poiché le specifiche HDR SMPTE 2084 prevedono infatti 10.000 NIT di picco al 100% del segnale in ingresso: di fatto è questo il riferimento per il calcolo del gamma e quasi 1/4 delle informazioni viene sprecato. Per riassumere, la curva del gamma in HDR10 del Sony KD-65XD9305 è molto vicina al riferimento, anche per le basse luci, dove un gamma leggermente più basso finisce in realtà per comprimere un pochino la dinamica, quel tanto che basta per alzare il livello generale di luminosità delle immagini con un'ottima prestazione generale.

 
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Il grafico dell'analisi dei colori è provvisorio. In questo caso l'EOTF SMPTE 2084 ha una risoluzione bassa per i livelli di saturazione più bassi e invece elevatissima per quelli a saturazione più elevata. Ho inserito soltanto gli step di saturazione del primario "rosso", con passi del 25%, rimandando di fatto la scelta di un grafico più adeguato alla prossima occasione. Vi basti sapere che il Sony tende leggermente a sotto-saturare la componente rossa in condizioni di default, esattamente come faceva in REC.709. Con la calibrazione del bianco e della saturazione cromatica, le saturazioni intermedie tornano a posto. L'unica perplessità riguarda il livello di luminanza dei colori primari e secondari: in questo caso il delta di luminanza rispetto al riferimento in HDR è molto elevato, con differenze che arrivano anche al 50% (in più per il blu). Con la taratura anche il delta si riduce ma rimane comunque a livelli abbastanza elevati, dell'ordine del 20%. Si tratta però di punti di luminanza così alti che in realtà le differenze rispetto al riferimento sono poco apprezzabili. In futuro cercherò di focalizzare l'attenzione su livelli di luminanza più bassi e più significativi. Non si tratta di una cosa immediata: bisogna creare i segnali test in DPX a 10 bit per componente, verificarne la correttezza (anche quella del segnale HDMI generato dalla scheda Blackmagic Design) e procedere alla misura...

A questo punto, ho proseguito con la calibrazione che è possibile soltanto se si escludono le impostazioni predefinite HDR, in luogo di una delle altre a disposizione ma è indispensabile un accessorio come l'Integral di HD Fury (in vendita anche in ITA a 189 Euro) che sia in grado di forzare l'uscita HDR dal lettore Blu-ray 4K. In questo caso è possibile "ripartire" dalla calibrazione che avevo già effettuato per il REC.709, copiando e incollando manualmente i valori dall'altro banco di memoria e cambiando ovviamente anche EOTF per il gamma, selezionando stavolta la curva SMPTE 2084. A questo punto si "sbloccano" alcune voci. Ad esempio è possibile ridurre la potenza dell'unità di retroilluminazione ed è anche possibile selezionare una voce meno "aggressiva" per il local dimming, in modo da ridurre l'effetto "alone" ai minimi termini. Io ho preferito ridurre la potenza della retroilluminazione a un più ragionevole livello di 600 NIT e ho impostato il local dimming in modalità intermedia. Il risultato in questo caso è notevole, con luminosità generale solo lievemente più bassa ma - bisogna dirlo - con dinamica che viene inevitabilmente un pochino compressa. Ed è proprio questa la voce che manca nel menu di questo TV Sony: un controllo che permetta di comprimere la gamma dinamica, per piegare la curva EOTF in modo da alzare le "basse luci". Si tratta di un controllo già presente nel menu "conversione gamma dinamica" del lettore Panasonic UBD-UB900 e anche nei proiettori JVC del 2016 (tonalità immagine). Il risultato consegna un gamma leggermente più basso, bilanciamento del bianco e colori molto più precisi ma soprattutto una notevole riduzione dell'effetto "alone" dato dallo scarso numero di zone del local dimming. Maggiori particolari sono nella pagina delle conclusioni.