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Test: Sony Bravia KD-65XD9305

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 19 Maggio 2016 nel canale 4K

“Il Sony Bravia XD93 è il primo TV 4K compatibile HDR che viene sottoposto alle "nuove" misure video sui cui abbiamo lavorato negli ultimi 12 mesi, per verificare la corrispondenza con le specifiche SMPTE 2084 e per fare anche un po' di chiarezza su alcuni temi molto caldi con l'arrivo dei formati UHD”

Tecnologia, menu e versatilità


Il nuovo "Slim Backlit Drive" permette il local dimming anche con i LED edge
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Oltre al pannello a 10 bit con gamut "esteso" (verificheremo presto quanto questo sia vero), la novità più interessante è la nuova unità di retro-illuminazione denominata Slim Backlit Drive e di cui vi ho già anticipato i contenuti in questo articolo, pubblicato lo scorso Marzo. La novità introdotta da Sony risolve uno dei limiti della tecnologia LED "edge" (con LED soltanto nei bordi) ovvero quello di non riuscire a modulare l'illuminamento a zone in maniera efficace. Sony invece, con la nuova tecnologia è riuscita a suddividere lo schermo in circa 32-36 zone. Riuscire a determinare con esattezza il numero di zone non è semplicissimo. Rispetto a soluzioni concorrenti (più di 500 zone per il Panasonic XD900 oppure "8 milioni di zone" per i TV OLED 4K), le 32-36 zone di Sony faranno sicuramente sorridere i più, che penseranno ad aloni evidenti con immagini scure ed elementi piccoli ad elevata luminosità, limiti esasperati soprattutto da contenuti HDR10. La realtà, con alcune precauzioni, è ben diversa e l'analisi verrà affrontata più avanti.


Parte del menu "Home" con qualche piccola modifica e molto più fluido
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L'impostazione del menu "home" è molto simile a quella della scorsa generazione e non mi dilungherò di nuovo nell'analisi di tutte le voci. Segnalo soltanto un miglioramento nella fluidità non solo nella navigazione tra le voci dei menu ma anche - ad esempio - nel rendering del browser. La CPU non è stata modificata, quindi i miglioramenti devono essere giustificati da una più accurata scrittura del software. Permangono purtroppo alcuni "crash" del sistema anche se - bisogna dirlo - non ho mai avuto la necessità di riavviare il TV staccando la spina, come per i TV del 2015. Il numero di app Android TV a disposizione è nettamente superiore rispetto allo scorso anno e i miglioramenti anche delle app "storiche" sono evidenti. La strada da percorrere però è ancora molto lunga: di fatto il sistema Android TV 5.11 ancora non mi ha convinto del tutto.

  
Il pannello posteriore: da inistra ingresso alimentazione, antenna, ingressi analogici e digitali
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Nessun cambiamento neanche nel menu "immagine", con tante (troppe) impostazioni predefinite (alcune assolutamente inutili), la possibilità di calibrare il bilanciamento del bianco su 2 punti oppure su 10 punti (i concorrenti nel frattempo sono già a 20 punti, vedi LG Electronics) e la mancanza di un CMS per calibrare i colori primari e secondari: eddài, Sony: sui proiettori questa possibilità c'è già da parecchi anni; quando arriverà anche sui TV? Parlare di versatilità - al momento - è un terno al lotto. Se guardiamo al numero e alla varietà di ingressi analogici e digitali, la presenza di doppio tuner (DVB-S2 e DVB-T2) e del decoder H.265, il giudizio complessivo sulla versatilità è molto elevato. Invece la mancanza di alcune voci del menu di calibrazione e la compatibilità - per il momento - solo con la curva del gamma SMPTE 2084 (alias HDR10), non consentono il massimo entusiasmo per un TV di fascia alta e dal prezzo comunque elevato.