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Samsung Onyx Cinema LED

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 23 Marzo 2018 nel canale 4K

“La rivoluzione nella riproduzione dei contenuti cinematografici in sala è appena iniziata con il nuovo Samsung Onyx Cinema LED, il primo LED-wall ad essere certificato DCI, con caratteristiche e qualità video inarrivabili da qualsiasi videoproiettore cinematografico presente e futuro ”

Colori, luminanza, HDR e rapporto di contrasto


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Le caratteristiche del nuovo Samsung Cinema LED sono estremamente interessanti, da qualsiasi punto di vista le si voglia considerare. Il gamut è ovviamente quello DCI-P3, caratteristica che viene mantenuta costantemente e che non è una variabile legata all'invecchiamento delle lampade dei videoproiettori. La massima luminanza che può essere raggiunta è di 500 NIT, più di dieci volte quella di riferimento per il cinema digitale (48 NIT) e quasi 5 volte quella del Dolby Vision e di eclair COLOR (tra 103 e 108 NIT), le uniche due soluzioni attualmente disponibili per riprodurre contenuti HDR al cinema. Il nuovo Cinema LED di Samsung ha la possibilità di riprodurre contenuti HDR con potenza e gamma dinamica decisamente superiori anche rispetto al sistema Dolby Cinema. D'altra parte in questo momento il LED Samsung non è compatibile né con i contenuti per il Dolby Cinema né con eclair COLOR: per sfruttarlo davvero serve soltanto trovare un "sistema" adatto, senza attendere uno standard HDR direttamente dall'organizzazione DCI.

Fin qui nulla di nuovo sotto al sole. Nel senso che anche con un videoproiettore digitale per sale cinema è possibile raggiungere un gamut DCI e anche - volendo - 500 NIT di luminanza a schermo, con il giusto rapporto tra flusso luminoso del proiettore, area dello schermo e guadagno. Ad esempio, per avere 500 NIT su un telo da 10 metri di base servirebbero 40.000 lumen e una superficie con gain 2.0.


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La soluzione di Samsung però non si limita alla sola potenza luminosa e va ben oltre. Ad iniziare dal rapporto di contrasto. Oggi i migliori videoproiettori DLP per cinema hanno un rapporto di contrasto massimo di circa 6.000:1; si tratta però di pochissimi modelli con sistema d'illuminamento laser e potenza ridotta. Nella stragrande maggioranza dei casi, un proiettore DLP laser non riesce ad andare oltre il rapporto di contrasto di 3.000:1 e un DLP con lampada non va oltre 2.000:1. I più recenti proiettori Sony SXRD, con tecnologia LCoS, si spingono fino a 10.000:1 con il modello laser e fino a 8.000:1 con i modelli a lampada. Infine, la soluzione "Dolby Cinema" - con doppio proiettore DLP Christie laser in doppia modulazione - raggiunge il considerevole valore dichiarato di 1.000.000:1 (un milione a uno!) ma si tratta di un risultato solo virtuale poiché direttamente legato al livello di inquinamento luminoso che c'è in sala. In alcune sale olandesi ad esempio, con le luci di emergenza spente, probabilmente ci si avvicina moltissimo. Ma nel resto del mondo assolutamente no, a causa di luci di emergenza e segnapassi sulle scale.

In ogni modo, se in una sala completamente oscurata e otticamente assorbente come quelle "Dolby Cinema" olandesi, tra Samsung e Dolby ci sarebbe un sostanziale pareggio in termini di rapporto di contrasto, Samsung vincerebbe comunque su molti altri fronti, che descriverò nella prossima pagina, dove parlerò soprattutto di risoluzione.

Nelle sale "normali" invece, con luci di emergenza, segnapassi e altre lucine varie ed eventuali accese, il vantaggio del Cinema LED Samsung rispetto ad un telo di proiezione è devastante. La superficie dello schermo Samsung è moderatamente assorbente, con LED esposti ma opachi e substrato posteriore decisamente più scuro e otticamente assorbente.

 
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Osservate la foto qui in alto che si riferisce ad un momento della presentazione e guardate l'area circolare del fascio luminoso del cosiddetto "occhio di bue" che illumina la persona in primo piano e che finisce sullo schermo: la scritta bianca su fondo nero è ancora ben visibile. Se ci fosse stato un telo bianco invece sarebbe stata quasi invisibile.

In più, nelle zone del display Samsung non raggiunto direttamente dal fascio luminoso ma comunque illuminato indirettamente dalla luce riflessa in ambiente e da altre sorgenti luminose LED, il livello del nero era comunque estremamente contenuto. Aggiungo anche che la particolare superficie dei pannelli è comunque opaca ed è un ottimo antidoto a riflessioni di sorgenti luminose che potrebbero essere attive in sala. 


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Oltre al rapporto di contrasto - inarrivabile da qualsiasi altra soluzione basata su videoproiettore - ci sono due altri aspetti molto importanti legati al Cinema LED di Samsung da non trascurare. Il primo riguarda l'uniformità che è spettacolare (95% minimo su qualsiasi punto della superficie) e che quindi aumenta la qualità della visione anche da posizioni molto angolate dalle prime file rispetto allo schermo, posizioni "impossibili" quando viene utilizzato un telo ad alto guadagno (praticamente la regola, soprattutto con sale dotate di sistemi 3D stereoscopici passivi).


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L'altro aspetto riguarda le distorsioni geometriche che nelle installazioni con proiettore e schermo possono essere di tre tipi. La prima, più comune e facilmente riconoscibile anche dai non addetti ai lavori, è la distorsione a trapezio che, nell'immagine qui in alto, è soltanto di tipo verticale ed è una conseguenza del posizionare troppo in alto il proiettore rispetto allo schermo, costringendo gli installatori a inclinare il proiettore in avanti. Si tratta di una distorsione che non può essere corretta digitalmente poiché le specifiche DCI non ammettono scaling o altre correzioni che possano alterare la risoluzione originale dei contenuti. In quel caso, per i proiettori, la soluzione più utilizzata è quella del "mascheramento", con una piccola parte dell'immagine che viene proiettata fuori dallo schermo e la "matrice" del proiettore che viene oscurata con il "blanking" fino a dove è necessario.

Ovviamente c'è anche da considerare la distorsione a trapezio orizzontale, fortunatamente più rara e dovuta alla posizione del proiettore non centrata in orizzontale rispetto allo schermo. E credetemi se vi dico che non è poi così raro trovare proiettori anche negli angoli di una sala (sic!). Le altre due distorsioni principali, più limitate e meno visibili, riguardano quelle introdotte dall'ottica del proiettore (es. a "cuscino", più evidente con obiettivi a tiro corto) e quelle dovute ad una non perfetta planarità della superficie dello schermo. Gli effetti di queste distorsioni si riperquotono in buona parte anche nella percezione della risoluzione, tema importantissimo di cui approfondirò i concetti e differenze tra LED e proiezione nella prossima pagina.