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Preview Sony VPL-VW520ES

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 25 Novembre 2015 nel canale 4K

“Il proiettore Sony VPL-VW520ES, a risoluzione nativa 4K, introduce alcuni interessanti miglioramenti rispetto al modello precedente VW500, come un rapporto di contrasto migliorato, più luminosità, lampada a lunga durata e compatibilità HDR.”

Lab: misure post calibrazione

 
Valori del gamma e bilanciamento del bianco post calibrazione
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La calibrazione del bilanciamento del bianco è quasi surreale poiché gli aggiustamenti sono così minimi da essere quasi superflui  (calma, calma: ho detto quasi). I valori del gamma sui dieci gradini della scala dei grigi disegnano il profilo di una spada perfettamente rettilinea, come anche quelli delle tre componenti RGB che compongono il bilanciamento del bianco. Quando dico calibrazione "a spada", mi riferisco proprio a situazioni del genere.

La lampada ha sempre e solo 8 ore, anche al termine delle operazioni di calibrazione, tanto sono veloci. Sarebbe da verificare il tutto dopo qualche centinaio di ore, dopo aver attivato la funzione di "autocalibrazione" che dovrebbe modificare i parametri per adattarsi al variare dello spettro luminoso della lampada. Sarebbe proprio il caso di tenere  un VW520 per almeno 1.000 ore presso il mio soggiorno, solo per verificare che tutto funzioni alla perfezione. Purtroppo, in questo caso, Sony continua a fare orecchie da mercante, come è già successo per il VW500. Me ne farò una ragione.

  
Da sinistra: gamut HD, gamut 2020 con riferimento HD, gamut 2020 con riferimento DCI-P3
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Per quanto riguarda i colori, niente di nuovo sotto al sole. Come al solito la prestazione è da riferimento, con Delta E uv al di sotto di 3, motivo per cui ho deciso di non impegnarmi nella modifica dei valori del CMS (Color Management System). Oltre allo spazio colore BT.709 ho misurato anche tutti gli altri, con il "REC 2020" che si è rivelato il migliore per chi cerca colori più saturi. I vertici dello spazio colore DCI-P3 sono però ancora lontani. Per mantenere colori saturi più profondi del REC.709, ma senza compromettere incarnati e tinte a saturazione più bassa, consiglio di scegliere lo "spazio colore 3" dal menu avanzato. Con il proiettore trovato a Bologna, con lampada pari a zero ore, ho effettuato giusto qualche piccola modifica al CMS, sul rosso, giallo e verde. 

Per quanto riguarda il flusso luminoso, ho rilevato circa 1.750 lumen con ottica in posizione wide e circa 1.440 con ottica in posizione tele, con entrambi i valori che si riferiscono all'intera superficie dell'immagine in formato 1.9:1; se si considera l'area in 16:9 il dato sarà leggermente più contenuto. Si tratta di valori che, lo ricordo, si riferiscono a soli 5 punti di misura e con pochi riferimenti, oltre che con lampada a sole 8 ore di funzionamento. Purtroppo non ho avuto tempo di calibrare il bilanciamento del bianco e analizzare il flusso luminoso con la lampada in modalità ECO. Visto il poco tempo rimasto, ho preferito verificare il rapporto di contrasto nativo, misurato in modalità "full-on:full-off", con il colorimetro in modalità "ambient" rivolto verso il proiettore e misurando soltanto al centro. In queste condizioni ho rilevato un dato molto vicino a 15.000:1 in wide e circa 14.200:1 in modalità tele, quindi circa il 50% in più rispetto al VW500.

In ogni modo, la sensazione è che in modalità ECO si perda più del 40% del flusso luminoso originale. Non solo: sono quasi certo che agendo sul diaframma venga modificata anche l'alimentazione della lampada, con variazione dello spettro luminoso, quindi anche del bilanciamento del bianco. Se e quando arriverà una macchina in prova, per un test più approfondito, cercherò di analizzare anche questo aspetto, molto curioso. Altra caratteristica da verificare è l'autocalibrazione: un dispositivo che dovrebbe modificare alcuni parametri per "tenere a bada" la deriva del bilanciamento del bianco durante il consumo della lampada.