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Test Acer S277HK 4K IPS HDMI 2.0

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 25 Febbraio 2015 nel canale 4K

“All'interno del nuovo monitor Acer incontriamo la tecnologia IPS, retroilluminazione WLED, una risoluzione nativa UHD 4K, ingressi DisplayPort 1.2 standard e mini, DVI Dual Link e HDMI 2.0, il tutto all'interno di un design molto elegante, ottime prestazioni, il tutto a meno di 700 Euro, IVA inclusa”

Misure e calibrazione

 
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Con le misure arrivano ottime notizie, iniziando dai colori primari e secondari, analizzati dopo aver scelto il profilo "film", con bilanciamento del bianco "caldo", ovvero le impostazioni che più si avvicinano al riferimento sRGB e REC.709. Il gamut è molto vicino alla perfezione ed è solo leggermente più grande (più saturo), con qualche piccolissima incertezza sulla tinta del giallo e del magenta, il tutto con DeltaE (uv) comunque confinati al di sotto di 4. Attenzione però ai controlli colore nel menu: è inutile tentare di diminuire la saturazione: nel grafico più a destra c'è il risultato dopo aver centrato i colori primari e secondari utilizzando il menu, con il risultato di desaturare pesantemente i colori. In altre parole, meglio lasciare le cose come stanno oppure, al massimo, correggere gli errori di tinta su giallo e magenta e affidarsi ad un sistema di autocalibrazione come X-rite i1Profiler.

 
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Sempre con il profilo "Film" registriamo un bilanciamento del bianco abbastanza corretto, con la componente blu leggermente più indietro. Tra le altre caratteristiche di rilievo segnaliamo il rapporto di contrasto nativo pari a 917:1 (tra i più elevati per un monitor con tecnologia LCD IPS) ed un valore di luminanza massimo di 308 NIT. La curva del gamma, ottenuta sempre in modalità predefinita "Film" è esemplare e il valore medio raggiunge l'obiettivo senza esitazione.

 

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Nei due grafici in alto osserviamo invece i primissimi gradini della scala dei grigi. Si tratta degli stessi valori di origine, rappresentati nei due grafici in due modalità differenti. A sinistra possiamo verificare il valore del gamma ai vari step della scala dei grigi. Con un rapporto di contrasto così contenuto, è normale che ci siano compromessi sulla piega della curva sulle bassisime luci. Il grafico più a destra è ancora più interessante poiché rappresenta i valori in ordinata su scala lineare e permette quindi di verificare se ci siano espansioni oppure, più facilmente, compressioni tra i vari livelli. In questo caso non c'è nessun problema poiché tutti i livelli sono ben distinti, a garanzia di una riproduzione corretta delle sfumature anche nei primissi gradini della scala dei grigi.

 
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Infine uno sguardo delle caratteristiche al netto della calibrazione del bianco, ottenuta con il menu e puntando al miglior compromesso possibile. Il risultato è eccellente, con un DeltaE (uv) ben inferiore a 2 in ogni condizione. In particolare, ho posizionato il controllo di luminosità a 30 in modo da ottenere poco meno che 150 cd/mq. Con la luminosità a zero, la luminanza scende a 70 cd/mq mentre al massimo, dopo la calibrazione del bianco, riusciamo a spuntare 280 cd/mq e un rapporto di contrasto nativo che scende a circa 860:1. Sulla destra il grafico delle componenti RGB con luminosità a zero ma senza variare la calibrazione RGB, con le naturali differenze a carico dell'unità di retroilluminazione a seconda dell'intensità di funzionamento.